La Legge di Bilancio 2026 interviene sulla previdenza complementare con l’obiettivo di aumentare il numero degli iscritti ai fondi pensione e rafforzare il sistema nel lungo periodo

Adesione in automatico al fondo pensione all’assunzione e maggiore deducibilità dei contributi. La Legge di Bilancio 2026 interviene sulla previdenza complementare con l’obiettivo di aumentare il numero degli iscritti ai fondi pensione e rafforzare il sistema nel lungo periodo. Le novità principali riguardano l’adesione automatica dei neoassunti, la gestione del Tfr, nuove opzioni di prestazione e alcuni aggiustamenti fiscali. Ma vediamo nel dettaglio cosa cambia e le tempistiche. 

Adesione automatica 

Dal 1° luglio 2026, per i neoassunti del settore privato, scatta l’adesione automatica a un fondo pensione. Il meccanismo è quello del silenzio-assenso: se il lavoratore non esprime una scelta diversa, viene iscritto automaticamente alla forma pensionistica prevista dal contratto collettivo applicato. Resta comunque garantita la libertà di scelta: entro sei mesi dall’assunzione il lavoratore può recedere; in alternativa può trasferire la posizione a un altro fondo pensione di sua preferenza. La riforma amplia poi le modalità di erogazione delle prestazioni. Sarà ad esempio possibile ricevere una rendita a durata definita, cioè per un periodo stabilito, cresce la possibilità di incassare il montante in forma frazionata con pagamenti anche non annuali e rimane la possibilità di ottenere una parte del capitale in unica soluzione, nei limiti previsti.



















































Sul fronte fiscale la deducibilità annua dei contributi sale gradualmente fino a 5.300 euro. Per chi sceglie di ricevere il capitale in forma frazionata, l’aliquota fiscale può ridursi progressivamente dal 20% fino al 15%, in base agli anni di iscrizione al fondo. Viene poi confermata la possibilità di rateizzare il capitale su almeno cinque anni.

Più aziende obbligate a versare il Tfr all’Inps

Cambiano anche le regole sul Tfr destinato al Fondo di tesoreria Inps. Come ricorda il Sole 24 ore, dal 2026, l’obbligo riguarda le aziende con almeno 60 dipendenti; dal 2032, la soglia scenderà a 40 dipendenti. Le imprese che superano questi limiti dovranno versare il Tfr dei lavoratori che non lo destinano alla previdenza complementare direttamente all’Inps.

10 gennaio 2026 ( modifica il 10 gennaio 2026 | 08:55)