È partita senza esitazioni, né passi falsi, la quinta edizione di Tali e Quali, spin-off amatissimo di Tale e Quale Show dedicato ai concorrenti non famosi. La prima puntata, andata in onda il 9 gennaio, ha avuto il sapore delle grandi occasioni con un debutto atteso, quello di Nicola Savino, qualche sorpresa ben piazzata e la sensazione diffusa che, anche quest’anno, lo show del venerdì sera su Rai1 abbia tutte le carte in regola per accompagnarci fino all’alba del prossimo Festival di Sanremo, condotto e orchestrato da Carlo Conti.

Il programma – previsto per quattro venerdì consecutivi – ha cambiato timoniere ma non di certo la liturgia, ormai rodata. Nicola Savino ha raccolto l’eredità di Carlo Conti, che per l’occasione si è accomodato in giuria come giurato speciale, affiancato da Alessia Marcuzzi, Massimo Lopez – che subentra a Giorgio Panariello – e dall’immancabile Cristiano Malgioglio. Tra imitazioni credibili, qualche inevitabile sbavatura e una manciata di momenti davvero emozionanti, la serata è scivolata via con un ritmo fluido e piacevole. E, come d’abitudine, ecco il nostro pagellone della serata.

Nicola Savino non delude, voto: 8

Era il nome più osservato, quello su cui pendeva il giudizio più severo. Perché sostituire Carlo Conti non è mai una passeggiata, soprattutto su Rai1 e in prima serata. E in uno dei suoi programmi cult. Eppure Nicola Savino ha dimostrato di sapere esattamente dove mettere i piedi. Disinvolto, vicino ai concorrenti, mai sopra le righe, ha trovato fin da subito la sua dimensione, evitando con abilità quel tono impostato che spesso tradisce l’ansia da debutto.

La sua conduzione è apparsa naturale, come sempre, con una gestione dei tempi efficace (per il dopo Conti era praticamente un obbligo) e qualche guizzo personale, come l’imitazione di Malgioglio – sorprendentemente riuscita – che ha divertito il pubblico. Non ha cercato di “fare il Conti”, e questo è stato il suo punto di forza.

I primi concorrenti, voto: 7,5

Ad aprire le danze sono stati Giada Moretti, creator di Cesena, e Manuel Comotti, responsabile della logistica. Due mondi diversi e due artisti molto lontani tra loro per la prima sfida: Angelina Mango con La noia da una parte, Nek con Lascia che io sia dall’altra.

Le loro esibizioni hanno mostrato una preparazione dignitosa, con un trucco ben curato – merito della squadra che lavora da anni all’interno dello show – e una resa complessivamente discreta. Non tutto è filato liscio: qualche incertezza vocale e un’interpretazione ancora un po’ trattenuta, comprensibile vista l’emozione dell’esordio. Cristiano Malgioglio, fedele al suo stile, ha sintetizzato il giudizio con la metafora del semaforo. Verde? Ovviamente no.

Carmen Di Pietro instancabile, voto: 7,5

Il suo ingresso era stato ampiamente anticipato, ma con una modalità che in pochi si sarebbero aspettati. Carmen Di Pietro si è presentata mascherata da concorrente sconosciuta, come peraltro si confà al format, nei panni di una improbabile barista bolognese dal nome Giuditta Bertozzi, con un accento emiliano decisamente rivedibile. La copertura è durata poco: la platea l’ha riconosciuta quasi subito.

Nei panni di Barbra Streisand, Carmen ha fatto… Carmen. Ha provato, si è divertita, ha perforato i timpani. Dal punto di vista tecnico, l’esibizione resta debole (non che ci aspettassimo diversamente), ma il suo ruolo nello show è ormai chiaro: allentare la tensione della gara. E va bene così.
Voto: 7+

Le esibizioni migliori, voto: 9

La serata ha iniziato a cambiare marcia con due esibizioni che hanno alzato l’asticella. Paolo Gaudino, panettiere, ha portato sul palco un Eros Ramazzotti talmente credibile da non richiedere nemmeno un trucco particolarmente elaborato. La somiglianza naturale e una voce sorprendentemente affine hanno creato più di un momento di confusione – in senso positivo – tra imitazione e originale.

Subito dopo, Beatrice Pezzini ha affrontato una delle sfide più temute: Mariah Carey, appena tornata in ferie dopo il periodo natalizio sempre caratterizzato da un lavoro molto intenso. Alessia Marcuzzi, visibilmente colpita, ha commentato entusiasta mentre l’esibizione è finita con una delle prime standing ovation. Tutti si alzano, tranne Cristiano Malgioglio.

I grandi classici, voto: 8

Se c’è stata un’esibizione che ha messo tutti d’accordo, è quella di Francesco Di Vito nei panni di Antonella Ruggiero. Il soprano napoletano ha interpretato Vacanze romane con una delicatezza e una precisione disarmanti.

Anche Cristiano Malgioglio, notoriamente severo, ha ceduto all’evidenza, lodandone il talento senza riserve. A chiudere la serata è stato Roberto Rossiello come Renato Zero, artista immancabile tra le imitazioni del format originale e di questo spin-off,  con I migliori anni della nostra vita.

Massimo Lopez ci sta, voto: 7,5

Tra le novità più riuscite di questa edizione c’è senza dubbio Massimo Lopez in giuria. Chiamato a raccogliere il testimone di Giorgio Panariello, non solo l’ha sostituito con grande onore, ma si è sentito a suo agio fin da subito nel ruolo che ha ricoperto senza mai tradire se stesso e la sua verve. Ottima, poi, l’intesa con Nicola Savino.

Chi sono i finalisti

La classifica finale ha visto sul podio Roberto Rossiello (terzo), Beatrice Pezzini (seconda) e Francesco Di Vito (primo). A conquistare l’accesso alla finale sono stati proprio Beatrice e Francesco. E per chi ama le anticipazioni vere: nella prossima puntata arriverà Francesco Totti come quarto giudice speciale. E già questo promette scintille.

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