Approdata su Netflix venerdì 9 gennaio, la docuserie Io sono notizia comprende cinque episodi interamente dedicati all’ex re dei paparazzi, 51 anni, con la presenza di tanti volti noti dello spettacolo ad aggiungere tasselli alla complessa e altalenante vita (privata e professionale) di Fabrizio Corona.

Il progetto targato Netflix ricostruisce il percorso dell’ex agente fotografico attraverso dichiarazioni dirette, materiali d’archivio e interviste. Fin dalle prime immagini, Fabrizio Corona espone la propria visione del mondo e del potere mediatico: «Non credo a nulla», «Mi divertivo ed ero assolutamente maledetto» ed «ero un uomo di grandissimo potere perché avevo in mano le vite di tutti» sono alcune delle sue uscite nel trailer. La serie alterna il racconto in prima persona a quello di chi lo ha conosciuto da vicino o ne ha osservato le strategie nel tempo.

Tra gli episodi citati nel trailer, Fabrizio Corona racconta un aneddoto legato al figlio Carlos, oggi 23 anni, nato dall’amore con la ex moglie Nina Moric, modella croata: «Nella sua bicicletta c’era un sedile che si alzava. Lì sotto avevo nascosto 100mila euro». Una dichiarazione che si inserisce nel racconto di un periodo segnato da disponibilità economiche irregolari e da una gestione opaca del denaro.

Arrivano poi le parole della madre Gabriella Previtera, la quale sottolinea la capacità di Fabrizio Corona di esercitare influenza sulle persone che gli orbitano attorno: «Riesce a impadronirsi della mente degli altri», è il suo commento. Mentre l’ex moglie Nina Moric, 49 anni, afferma: «Per lui essere un bravo padre significa monetizzare». Per poi aggiungere: «è un pagliaccio».

La docu-serie include oltre venti contributi, tra cui le interviste a Lele Mora, Marianna Aprile, Marco Travaglio, Costantino Vitagliano, Marysthell Polanco e Francesca Persi. I diversi punti di vista ricostruiscono l’ascesa di Fabrizio Corona nel sistema del gossip italiano (vedi la love story con la ex Belen Rodriguez), il rapporto con il potere mediatico e la trasformazione della propria figura in un personaggio costantemente esposto.