la partita—  

I primi due giocatori del mondo si sono ritrovati, uno di fronte all’altro, a 55 giorni di distanza dall’ultima volta. Ma quella era la finale delle Atp Finals di Torino, roba seria. Oggi, invece, era soltanto un’esibizione. Alcaraz e Sinner ne hanno approfittato soprattutto per deliziare l’entusiasta pubblico di Seul, che ha riempito le tribune da 15mila posti dell’Incheon Inspire Arena. Jannik, a un certo punto, ha perfino lasciato la scena a un bambino pescato dagli spalti. Tra scambi prolungati in back e prove di cross stretti di rovescio, tra palle corte e tweener, la partita non ha avuto ovviamente il pathos né l’intensità di un match ufficiale. A titolo di cronaca, ha vinto lo spagnolo con il punteggio di 7-5 7-6 (6), bravo a tirare fuori qualcosa in più nei momenti clou. L’azzurro, dal canto suo, non ha sfruttato quattro palle break. Pur nel contesto di puro intrattenimento, si è notata la maggior fluidità e incisività del nuovo servizio di Carlos, che durante l’off season ha modificato la meccanica del colpo, a partire dal lancio di palla. Jannik ha confermato l’alto livello ormai raggiunto alla battuta, rimessa a posto dopo gli Us Open, e ha accusato qualche leggera difficoltà negli spostamenti laterali sul dritto. Ma sono dettagli. La sostanza è che per entrambi questo è stata una tappa leggera di avvicinamento allo Slam inaugurale della stagione. Sia Carlos sia Jannik affronteranno già domani il loro primo allenamento a Melbourne. La prossima settimana parteciperanno agli eventi collaterali dell’Australian Open, aspettando il sorteggio di giovedì. Da domenica si fa sul serio.