Benedetta Parodi, a Sette, si descrive come una persona timida, «specie con chi non conosco. E il cibo è una cosa tangibile, facile da interpretare. Un gesto materiale che mi permette di dimostrare l’affetto: è il mio linguaggio», assicura.

La passione per la cucina

Una passione che non è nata in famiglia, racconta. «Mia madre, professoressa di lettere, non era una gran cuoca. Ma c’era un periodo dell’anno in cui restituiva le cene agli amici che l’avevano invitata. Per un mese e mezzo, ogni venerdì, organizzava queste serate. Molto formali, sempre lo stesso menù: mio padre alla fine aveva la nausea. Io amavo tutto: la preparazione della tavola, il servizio pregiato, la scelta del vino. Ho deciso lì che, da grande, l’avrei fatto anch’io. Ma all’epoca non sapevo cucinare neanche un uovo». Ma ha imparato subito «quando sono andata a vivere con Fabio».