“Non vendi l’anima al diavolo se il diavolo sei tu”. Nelle cinque puntate di Fabrizio Corona: Io sono notizia, la docufiction prodotta da Netflix e lanciata in queste ore in streaming con tutti i crismi dell’evento, si ballonzola ancora una volta attorno al burrone interpretativo, etico, umano della già digerita sagoma diabolica del Fabrizio Corona nazionale:qui la recensione del documentario che racconta la vita dell’ex re dei paparazzi.
Un documentario nel quale non mancano le rivelazioni crude, inedite, come quando Nina Moric, ex moglie di Corona, racconta: “Ho ucciso due bambini. Si fanno errori perché… Si fanno errori e basta, senza giustificare i nostri errori. L’ha voluto lui, però io l’ho assecondato. Quindi l’ho voluto anch’io”. Moric si riferisce all’aborto di due gemelli dei quali era rimasta incinta al tempo della relazione con l’allora re dei paparazzi. E aggiunge: “Volevo che mi fermasse, che mi fermasse. Poi non ne abbiamo più parlato. L’ha voluto lui, però l’ho fatto io alla fine. Ho ucciso due bambini, due gemelli, non ne vado fiera (…). Lui gli ha dato i nomi, pur sapendo che stavo per ucciderli. E si vantava nei bar”.
E nel doc Netlfix anche Corona parla della vicenda: “Questa cosa non l’ho mai raccontata a nessuno e non l’ha voluta mai raccontare lei a nessuno. È una ferita che lei a differenza mia, si porta dietro tanto. Io non me la porto dietro. Però, penso che è una cosa di cui soffre, che rimpiange e che, forse, l’ha portata ad avere tutte le problematiche che ha oggi (…) La mia vita sarebbe cambiata immediatamente. Era ancora presto per un figlio. Nel nostro progetto doveva venire almeno un anno e mezzo dopo. Dopo che avevamo costruito quello che dovevamo costruire. E allora la convinsi ad abortire. Io credo che la mia malattia e la mia ossessione per i soldi sia nata in quel momento, quando avevo la possibilità di vivere una vita meravigliosa (…) Ero convinto che una vita meravigliosa dovesse avere soprattutto dei lati materialisti e dovetti rinunciare a tutto questo perché non pensavo di essere all’altezza e non avevo soldi abbastanza. Da quel giorno, dopo l’aborto, incominciai a guadagnare tutti i giorni cifre esorbitanti per non ritrovarmi mai più in quella situazione in cui mi ero ritrovato. Capolavoro”.