Michael B. Jordan ha chiesto aiuto per prendere le distanze da Killmonger, il personaggio che ha interpretato in Black Panther e Black Panther: Wakanda Forever.

Prima di riscuotere successo con I Peccatori e Creed, Michael B. Jordan ha raggiunto una forte notorietà con Black Panther, film Marvel in cui ha interpretato l’antagonista del primo film. A distanza di anni da allora, l’attore ha confessato di aver avuto bisogno di tempo per riprendersi dall’impatto che quel personaggio aveva avuto su di sé.

Black Panther, Michael B. Jordan ha cercato di dissociarsi dal personaggio attraverso la terapia

Killmonger ha dato del filo da torcere a Pantera Nera interpretato da Chadwick Boseman in Black Panther del 2018. Sono trascorsi degli anni da allora, eppure Michael B. Jordan ha confessato di aver lottato per un po’ per scrollarsi di dosso Killmonger. Ai microfoni di CBS Sunday Morning, l’attore candidato agli Oscar ha ammesso: “Mi è rimasto impresso per un po’ di tempo”. Per far sì che il personaggio avesse meno presa su di sé, l’attore ha aggiunto: “Sono andato in terapia e ne ho parlato. Ho trovato un modo per depressurizzare, credo che a quel punto stessi ancora imparando che avevo bisogno di essere un po’ più rilassato nei confronti di un personaggio”.

Ha ripreso il ruolo di Killmonger anche in Black Panther: Wakanda Forever seppur in quel caso sia apparso brevemente sullo schermo attraverso un cameo. Ambientati nella fittizia nazione del Wakanda, i film di Black Panther hanno approfondito la storia del suo Re T’Challa e di cos’è accaduto dopo la sua scomparsa in Wakanda Forever. Michael B. Jordan ha accompagnato Black Panther sin da principio interpretando un ex Navy SEAL che decide di sfidare suo cugino T’Challa per il trono.

Interpretare Killmorger è stata una sfida per Michael B. Jordan, che ha raccontato di come la terapia per il ruolo si sia poi trasformata “in una conversazione più ampia e di auto-scoperta del tipo: ‘Ok, sai, penso che sia qualcosa di necessario per le persone, soprattutto per gli uomini. Penso che faccia bene parlarne’. È una cosa di cui non mi vergogno affatto e ne sono molto orgoglioso. Mi ha aiutato sicuramente a cercare di essere un buon comunicatore e una persona completa, dentro e fuori”.