La Francia potrebbe inviare fino a seimila soldati in Ucraina. Questo quanto spiegato oggi, sabato 10 gennaio, dal presidente francese Emmanuel Macron ai partecipanti ad una riunione convocata all’Eliseo due giorni dopo il vertice della Coalizione dei volenterosi, l’8 gennaio. Il presidente francese ha riunito le forze politiche rappresentate in Parlamento per illustrare loro il potenziale piano di schieramento per il dopo accordo di pace.
La riunione si è tenuta a porte chiuse, presenti il primo ministro, Sébastien Lecornu, il ministro delle Forze Armate, Catherine Vautrin, il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, Generale Fabien Mandon, i presidenti dell’Assemblea Nazionale, Yaël Braun-Pivet, e del Senato, Gérard Larcher, i presidenti dei gruppi parlamentari, i leader dei partiti e i presidenti delle Commissioni Affari Esteri e Difesa in Parlamento.
Macron ha insistito sul “passo avanti importante” che rappresenta il “sostegno” fornito dagli americani alle garanzie di sicurezza che gli europei offriranno all’Ucraina. “Le forze francesi non saranno né di interposizione né di stabilizzazione,” ha detto il generale Mandon durante l’incontro, parlando di “forze di rassicurazione dell’esercito ucraino”. “Non saremo in prima linea, ma saremo lì per inquadrare l’esercito ucraino,” ha insistito Macron, assicurando che la forza internazionale accompagnerebbe gli ucraini “lontano dal fronte”.
Mosca: “Mai truppe europee in Ucraina”
“I governanti idioti europei continuano a cercare la guerra in Europa“. E’ quanto scrive su X l’ex presidente russo Dimitri Medvedev ribadendo il no di Mosca al dispiegamento della forza multinazionale in Ucraina deciso dalla coalizione dei volenterosi. “E’ stato detto mille volte: la Russia non accetterà truppe europee né della Nato in Ucraina, però no Micron continua a diffondere queste patetiche sciocchezze”, scrive ancora Medvedev.
“Bene, lasciateli venire: ecco cosa li aspetta“, conclude pubblicando un video del’attacco che ieri a Kiev ha fatto quattro morti e 20 feriti in un bombardamento in cui è stato usato anche un missile ipersonico ‘Oreshnik’.
Regno Unito, 200 milioni per forze da stanziare dopo cessate il fuoco
Il Regno Unito ha inoltre comunicato che stanzierà 200 milioni di sterline, circa 230 milioni euro, per preparare le truppe britanniche ad un dispiegamento in Ucraina dopo un eventuale cessate il fuoco con la Russia. Lo ha annunciato il ministro della Difesa, John Haley, dopo la sua visita a Kiev dove ieri ha discusso con Volodymyr Zelensky i piani per la Forza multinazionale in Ucraina. I fondi serviranno per ammodernare veicoli e sistemi di comunicazione, per sistemi di protezione anti droni ed altro equipaggiamento per rendere le truppe pronte al dispiegamento.
“Noi stiamo aumentando gli investimenti per la nostra preparazione dopo l’annuncio del primo ministro, per assicurare le truppe britanniche siano pronte a dispiegarsi e guidare la forza multinazionale, perché un’Ucraina sicura vuol dire un Regno Unito sicuro”, ha detto Haley.
Russia abbatte 59 droni: in fiamme deposito petrolio
Continua la guerra in Ucraina. Oggi, sabato 10 gennaio, il ministero della Difesa russo ha annunciato che la contraerea della Russia ha abbattuto 59 droni ucraini sul territorio della federazione nelle ultime ore. Di questi, ha precisato, 11 sono stati intercettati nella regione del Mar Nero e 10 sulla regione meridionale di Krasnodar.
Secondo il governatore della regione di Volgograd, Andrey Bocharov, un deposito di petrolio a Oktyabrsky è stato colpito dai detriti di un drone. Si è scatenato un incendio e i residenti sono stati evacuati a causa delle fiamme.
Tre feriti invece nella regione di Dnipropetrovsk per gli ultimi attacchi con droni sferrati nella notte dalla Russia. A dichiararlo è stato il governatore Oleksandr Hanzha, precisando che un uomo è rimasto ferito nel capoluogo regionale Dnipro, e due persone – un uomo e una donna – sono rimaste ferite nella città di Kryvyj Rih.
L’attacco ha causato il divampare di incendi, ha scritto Hanzha su Telegram. “Sono state danneggiate le infrastrutture e ci sono state interruzioni di corrente“. Le difese aeree sono riuscite a intercettare 27 droni, ha concluso.
Guterres condanna la Russia
Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha condannato fermamente gli ultimi attacchi militari russi contro le infrastrutture civili ucraine. Guterres “condanna fermamente i continui attacchi mirati della Russia con missili e droni contro infrastrutture civili critiche in Ucraina. Questi attacchi hanno causato numerose vittime civili e privato milioni di ucraini di servizi essenziali, come elettricità, riscaldamento e acqua, in un momento di grave bisogno umanitario”, si legge in una dichiarazione.
Secondo i dati delle Nazioni Unite, almeno quattro persone sono state uccise a Kiev e circa altre 25 – tra cui tre bambini, secondo l’Unicef – sono rimaste ferite a seguito di questi attacchi, che hanno anche lasciato migliaia di condomini senza elettricità e danneggiato un edificio appartenente all’Ambasciata del Qatar nel paese europeo.
Guterres ha ribadito che gli attacchi contro i civili e le infrastrutture civili violano il Diritto Internazionale Umanitario. “Indipendentemente da dove si verifichino, sono inaccettabili, ingiustificabili e devono cessare immediatamente”, ha concluso.
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