di
Marco Calabresi
L’azzurro supera il russo nella semifinale del torneo di Hong Kong e centra la migliore posizione di sempre per un italiano nell’epoca del computer dopo Sinner e Panatta
Il talento, quello purissimo, non gli è mai mancato. Col tempo, però, Lorenzo Musetti è diventato anche un «fighter», ed era quello che gli mancava per il salto di qualità definitivo, che ora si è compiuto. Quella durata due ore e 45′ e che gli ha regalato la finale a Hong Kong, battendo 6-7 7-5 6-4 Andrei Rublev, non è la prima e non sarà l’ultima battaglia che Musetti vince: di sicuro gli fa fare un balzo nella storia del tennis italiano, visto che da lunedì sarà numero 5 del mondo, terzo azzurro a riuscirci nell’era Open dopo Adriano Panatta e Jannik Sinner.
Lorenzo ci si è arrampicato senza vincere tornei, visto che il secondo e ultimo titolo è datato 2022 (a Napoli), ma la nona finale Atp in carriera ((da giocare domani alle 8.30 contro il kazako Bublik, avanti 2-1 nei precedenti) ) servirà per provare a spezzare anche questo tabù. Sarà una domenica speciale per Musetti che, dopo mezzora di riposo, giocherà anche la finale di doppio in coppia con Lorenzo Sonego, forse ancora contro Rublev (in coppia con l’altro russo Karen Khachanov): i «Lorenzos’» ne hanno perse due su due, ma la condizione con cui Musetti si è presentato al 2026 è eccezionale. Imprevedibile, feroce nel colpire la palla, fresco fisicamente, dopo l’incredibile finale della scorsa stagione rincorrendo le Finals.
«Non avevo mai giocato così a Hong Kong – esulta Musetti -. Grazie a tutti i tifosi che mi hanno sostenuto dall’inizio del match. Una partita lunga, di livello incredibile: Andrei alzava di continuo il livello e io dovevo rispondere alzandolo di mio. Sono orgoglioso della mia prestazione e di essere in finale. Mi sento fortunato ad averne due da giocare domani: le preparerò come ho sempre fatto, ora però ho bisogno di riposare». Anche perché la semifinale contro Rublev, giocatore che nella sua versione migliore – non sempre mostrata in carriera – vale anch’egli la Top 5 del ranking, è stata una lotta punto a punto in cui Musetti era stato il primo a cedere il servizio sul 3-2 del primo set, salvo poi riprendersi il break sul 4-4 giocando un game maestoso. Il tiebreak, però, ha avuto un solo padrone, il russo, volato via 6-1 prima di chiudere 7-3. Partite così, nel primo Musetti, sarebbero scappate via. Adesso, invece, Lorenzo due volte papà è un uomo e un giocatore maturo, che resetta la testa e si rimette a disegnare tennis come se nulla fosse. Dopo nove palle break non sfruttate da una parte e dall’altra (l’azzurro ne ha avuta una nel primo game, tre nel quinto e una nel nono), create con un’invidiabile varietà di colpi vincenti sia di diritto che di rovescio, l’allungo per portare la partita al terzo è arrivato sul 6-5, con le due palle break arrivate grazie a un passante di rovescio.
Nel terzo set, Rublev ha regalato un brivido a se stesso e al pubblico scivolando e cadendo sul polso destro. Una botta fortunatamente senza conseguenze, a differenza di quella tirata col diritto da Musetti per andare a servire per il match sul 5-4. Nel game decisivo, Lorenzo è andato sotto 15-40, ha recuperato due palle break ma ne ha dovuta fronteggiare un’altra per colpa di una beffarda deviazione del nastro. Anche questa annullata, stavolta con un altro colpo straordinario, di rovescio, prima della chiusura e di un altro meraviglioso traguardo tagliato.
10 gennaio 2026 ( modifica il 10 gennaio 2026 | 14:10)
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