La Tudor Pro Cycling non nasconde le ambizioni per la stagione 2026 e per il futuro. La formazione elvetica è cresciuta molto nel suo primo triennio come squadra Professional, arrivando ad assicurarsi per quest’anno la WildCard automatica per tutti gli eventi WorldTour grazie agli ottimi risultati del 2025, e ora punta a migliorarsi ulteriormente con il proposito dichiarato di entrare tra i team della massima divisione al termine di quest’altro ciclo, nel 2029. L’obiettivo è quindi quello di fare un passo in avanti e diventare stabilmente competitivi nelle corse più importanti del calendario, come spiegato dal “boss” della squadra Fabian Cancellara in un’intervista a Cyclicsm’Actu, nella quale ha affrontato anche l’argomento della situazione economica nel ciclismo.

Abbiamo degli obiettivi fin dal primo giorno, dal prologo di Adelaide (la prima tappa del Tour Down Under, ndr) per concludere in Giappone con la Japan Cup – le parole dell’ex corridore elvetico – Questo è il piano. Nel frattempo, ci sono le classiche e ci presentiamo con un ottimo gruppo e con corridori solidi. Siamo ambiziosi, quindi ovviamente faremo tutto il necessario per essere pronti per queste gare. Ottenere una vittoria di tappa in un Grande Giro è qualcosa di possibile, ci siamo andati vicini. Se guardiamo all’anno scorso, hanno vinto diversi corridori, non solo uno. Abbiamo vinto diversi tipi di gare e ovviamente ne abbiamo perse molte”.

“Perderemo sempre più gare di quante ne vinceremo, ma se all’arrivo gli avversari sono più forti, lo accettiamo e non cambieremo il nostro modo di correre – ha proseguito il 44enne – Julian (Alaphilippe, ndr) lo ha spiegato, non ci nascondiamo e cerchiamo di creare questa cultura. In questo momento è difficile vincere perché ci sono solo due o tre corridori che vincono e basta. Ma crediamo che ci siano delle possibilità. Non si può partire per una gara e dire: ‘Beh, c’è Tadej (Pogacar, ndr)…’. C’è sempre una possibilità perché non si sa mai cosa può succedere”.

La Tudor potrà puntare a entrare nel WorldTour solo nel 2029, ma in realtà una finestra potrebbe aprirsi prima. Il Team Picnic PostNL ha infatti ottenuto la licenza solo per il 2026, e, se non fosse in grado di adempiere agli obblighi economici necessari al termine di questa stagione, la formazione elvetica potrebbe approfittarne per passare alla categoria superiore: “Il WorldTour costa anche di più, bisogna pagare di più, ma questo non significa che sia un problema – ha dichiarato Cancellara a riguardo – Ne parleremo quando sarà il momento, perché per ora non cambia nulla, ma, da quello che vediamo, a volte le cose possono cambiare molto rapidamente. Basta che manchi uno sponsor o qualcosa del genere per avere un posto, ma bisogna anche essere in grado di entrarci. Ci sono molti fattori che non dipendono da noi”.

Proprio riguardo agli sponsor, il 44enne ha riflettuto sulle difficoltà delle squadre di reperirne di nuovi, problema che, fortunatamente, al momento il suo team non ha: “Crediamo che un buon progetto, solido e con gli investimenti che stiamo facendo nella nostra nuova sede, apra più porte che dire semplicemente: ‘siamo una squadra ciclistica con un quartier generale da qualche parte’. Con la squadra gravel, il team di sviluppo e il ProTeam, abbiamo una buona piramide da presentare, più di una semplice squadra ciclistica. Certo, siamo una vetrina e offriamo pubblicità, ma abbiamo anche altre cose che, secondo me, sono necessarie nel 2026. Non è un segreto che quello che facciamo è costoso, ma dobbiamo prima concentrarci sulla creazione di un’organizzazione. Non abbiamo bisogno di altri dieci meccanici, molte persone che si sono unite a noi ci hanno detto che abbiamo uno staff più numeroso di molte squadre del WorldTour. Ma l’unica cosa che al momento non abbiamo sono i mezzi per pagare gli stipendi che altre squadre possono pagare, questa è la differenza principale“.

Sempre riguardo alla situazione economica nel ciclismo, la Locomotiva di Berna ha detto la sua sulla possibilità di far pagare un biglietto ai tifosi, questione che ha fatto molto discutere nelle ultime settimane: “Il ciclismo è gratuito, non è il caso del ciclocross e di alcuni criterium, perché non rendere l’ultimo chilometro uno spazio chiuso a pagamento? Non lo so, non ho le soluzioni, ma penso che dovremo riflettere nelle prossime 5-6 stagioni. Il WorldTour è davvero il futuro? Questo sistema a punti è il futuro? Sono favorevole a pensare più in grande, conservando l’eredità del ciclismo. Il mio unico desiderio è che le decisioni vengano prese tutti insieme”.