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Redazione Esteri
Secondo la Bbc gli ospedali di Teheran e Shiraz sono «in modalità di crisi», con centinaia di pazienti feriti alla testa e agli occhi dalle forze dell’ordine. E un medico: 217 morti solo nella capitale
L’agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency, considerata una fonte affidabile su quanto accade in Iran, afferma che il numero delle vittime delle proteste nel Paese, in questi giorni, è salito a 65. Una stima al ribasso: Hrana conta solo le vittime identificate.
La maggior parte dei morti è stata segnalata fuori dalla capitale Teheran, nelle province di Chaharmahal e Bakhtiari, Ilam, Kermanshah e Fars. L’Hrana ha affermato che sono state arrestate 2.311 persone.
Il livello di allerta posto dalla «Guida Suprema» Ali Khamenei, secondo alcuni funzionari della Repubblica Islamica che hanno parlato col quotidiano britannico Telegraph, è più alto persino rispetto a giugno, quando il Paese era in guerra contro Israele.
Tuttavia altri resoconti sono più drammatici. Al settimanale «Time», per esempio, un medico parla di 217 manifestanti uccisi solo a Teheran: la cifra riguarda sei ospedali della capitale, affollati di feriti e morti da quando le le autorità iraniane hanno iniziato a reprimere le proteste aprendo il fuoco sui dimostranti.
Il medico che ha parlato di 217 vittime ha affermato che le autorità hanno rimosso i cadaveri dall’ospedale venerdì. La maggior parte delle vittime erano giovani, ha aggiunto, tra cui diversi uccisi fuori da una stazione di polizia nel nord di Teheran quando le forze di sicurezza hanno sparato con le mitragliatrici contro i manifestanti, che sono morti «sul colpo». Gli attivisti hanno riferito che almeno 30 persone sono state colpite.
Le proteste, scoppiate lo scorso 28 dicembre a causa della crisi economica contro il regime della Repubblica islamica, sono proseguite nella cornice di un blocco della connettività internet che secondo Netblocks, gruppo attivo nel monitoraggio della rete digitale globale, va avanti da ormai oltre 36 ore limitando la possibilità di diffondere le notizie o comunicare. E in diverse città del Paese, secondo diversi filmati non verificabili in modo indipendente, sono stati incendiati veicoli delle forze di sicurezza iraniane, mentre le autorità hanno aperto il fuoco sui manifestanti per reprimere le proteste.
Nonostante il blocco di internet, la stampa internazionale riesce a mettersi in contatto con alcuni ospedali con la connessione satellitare Starlink. Così alla Bbc un medico e un assistente sociali parlano di ospedali «sopraffatti» dai feriti.
Un medico ha affermato che un ospedale oculistico di Teheran è entrato in modalità crisi, mentre la Bbc ha ricevuto anche un messaggio da un medico di un altro ospedale che affermava di non avere abbastanza chirurghi per far fronte all’afflusso di pazienti. Un medico iraniano, che ha contattato la testata britannica ieri sera tramite Starlink, ha affermato che l’ospedale Farabi, il principale centro oculistico di Teheran, è entrato in modalità crisi e i servizi di emergenza sono sovraccarichi. Si dice anche che i ricoveri e gli interventi chirurgici non urgenti siano stati sospesi e che il personale sia stato chiamato a gestire i casi di emergenza.
Giovedì la Bbc aveva anche ottenuto un messaggio video e audio da un medico in un ospedale nella città sud-occidentale di Shiraz. Il medico aveva affermato che un gran numero di feriti era stato portato in ospedale e che l’ospedale non aveva abbastanza chirurghi per far fronte all’afflusso. Ha affermato che molti dei feriti presentavano ferite da arma da fuoco alla testa e agli occhi, tipico della repressione violenta delle proteste.
10 gennaio 2026 ( modifica il 10 gennaio 2026 | 15:10)
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