di
Paolo Tomaselli

Le parole dell’allenatore dell’Inter alla vigilia della sfida di San Siro contro la quadra di Conte: «Noi giovani possiamo imparare da lui»

Basta vigilie «con il sorriso» come quella dell’andata contro il Napoli o quella pre derby. Cristian Chivu sente che è il momento per scavare il solco e provare ad andare a + 7 sul Napoli nello scontro diretto di domenica (San Siro, 20.45 in tv su Dazn): «Vogliamo andare a + 7 è normale, però tra la voglia e i fatti ce ne passa. Di sicuro la nostra ambizione e la nostra voglia sono aumentati e saremo pronti a fare una grande gara, consapevoli che è una di quelle che può indirizzare davvero il cammino dentro la stagione».

Senza dubbi di formazione («Giocherà Henrique» scherza Chivu, citando l’unico giocatore sicuro di scendere in campo per mancanza di alternative…) e anche senza complessi di inferiorità per quella vittoria nei grandi scontri diretti che manca dallo scudetto della seconda stella: da allora, l’Inter è rimasta senza vittoria 6 volte contro il Milan, 4 contro il Napoli e 3 contro la Juve: «Ma la realtà è che abbiamo più punti di chi ci ha battuto nel girone di andata – osserva il tecnico – . Negli scontri diretti non ho mai visto paura, ma sento che la squadra è maturata molto e lavora per la continuità».
L’Inter è reduce da 6 vittorie di fila e dalla quarta giornata in poi ha rimontato 10 punti al Napoli, pur perdendo al Maradona a fine ottobre. «Anche loro sono cambiati, sia nel sistema che negli uomini, per esigenze anche legate agli infortuni. Conte è un tecnico che stimo moltissimo, si è evoluto ed è rimasto sempre un vincente: c’è tanto da imparare da lui, ma allo stesso tempo dico che si dà troppa importanza agli allenatori, perché i veri protagonisti sono i calciatori. E i tifosi».



















































E gli arbitri? «Per primo ho scelto di non parlarne, perché non ci deve influenzare quello che succede, come invece accadde all’andata (dopo il rigore discusso dell’1-0 ndr). Dobbiamo essere più forti delle ingiustizie e per farlo serve la giusta disciplina mentale che doma il pensier di avere tutto contro. La cosa più semplice è cercare scuse e alibi, ma se perdo devo perdere a modo mio. Sono lezioni di vita, perché le persone vengono prima di ogni cosa».
Per l’Inter dopo la finale di Champions persa in quel modo clamoroso, il discorso vale ancora di più. E la terapia Chivu sta dando i suoi frutti: «Non auguro a nessuno di vivere quello che ha vissuto questa squadra. Ma i campioni sono quelli che sanno rialzarsi e ci provano di nuovo, mettendosi in gioco senza cercare scuse».
Infine il mercato. Anche qui Chivu si dimostra in forma: «Ci inventeremo qualcosa: io sistemo problemi, non li creo. Questo non vuol dire che non dico quello che penso, ma non vengo mai a piangere per quello che ho o non ho».

10 gennaio 2026 ( modifica il 10 gennaio 2026 | 15:12)