L’Arena Santa Giulia, il tempio del ghiaccio che ospiterà alcune delle gare delle prossime Olimpiadi invernali a Milano, si è illuminata. E sugli spalti si sono seduti per la prima volta gli spettatori, per il debutto del palazzetto con la semifinale della Coppa Italia dell’hockey italiano. Un pubblico di tremila persone circa, fatto accomodare su tre quarti delle tribune.
Una “prima” che è stata anche un banco di prova. L’Arena Santa Giulia si è illuminata per la prima volta ma restano ancora da ultimare alcuni interventi, tra cui curva in fase di conclusione dei lavori. Presente anche l’assessore allo Sport del comune di Milano, Martina Riva.
“Nessun miracolo, siamo sempre stati convinti di farcela. Non ci sono timori, dobbiamo essere ottimisti. La Milano Santa Giulia ice hockey arena è pronta per ospitare il test event, ora abbiamo alcune settimane per completare quanto serve”. Lo aveva detto il chief operation games officier di Fondazione Milano Cortina Andrea Francisi, poco prima del ‘debutto’ dell’impianto. “Abbiamo una scadenza da rispettare. Dobbiamo farcela e ce la faremo, non c’è altra alternativa – aveva aggiunto -. Queste sono giornate importanti, tre giorni impegnativi per testare il ghiaccio e replicare il programma olimpico con tre partite al giorno. Le critiche da Nhl? Non sono state critiche, ma discussioni sulle segnature del campo. La collaborazione è fondamentale per organizzare un evento così”.

Il test con qualche crepa e buco nel ghiaccio
Fino a domenica si disputeranno sette partite con il coinvolgimento della Federazione italiana sport ghiaccio, per inaugurare una nuova arena polivalente destinata a diventare il cuore dell’hockey su ghiaccio olimpico. Proprio qui verranno assegnate le medaglie: il titolo femminile il 19 febbraio e quello maschile il 22 febbraio, davanti a un pubblico internazionale.
Nella partita d’esordio della semifinale di Coppa Italia tra Caldaro e Varese sul campo di ghiaccio era stato necessario l’intervento dei tecnici per il ripristino del manto, per la formazione di una buca. Sul tema è intervenuto Don Moffatt, l’ice manager per l’hockey dei Giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026.
Moffatt, che lavora per la squadra Nhl dei Colorado Avalanche, ha spiegato: “Quando si tratta di ghiaccio nuovo, su cui non si è ancora pattinato, possono manifestarsi delle crepe, talvolta riconducibili anche all’azione delle macchine rasaghiaccio. In una fase iniziale è, possibile che si verifichino delle crepe. In questo caso, la qualità del ghiaccio si è rivelata buona e si è registrato solo un buco di 2 centimetri, l’abbiamo ripristinato immediatamente e, al termine del primo tempo, siamo intervenuti nuovamente con le macchine rasaghiaccio”. E ha concluso: “Si tratta di aspetti marginali e pienamente coerenti con le normali procedure operative” ha concluso.