Il 2026 segna l’inizio di un capitolo completamente nuovo per l’ormai ex Israel Premier Tech che, con il cambio di sponsor e di supporto, si chiamerà NSN Cycling Team. Sarà un anno di profondo rinnovamento sotto quasi tutti i punti di vista, a cominciare dall’importante ritorno nel WorldTour, per poi proseguire con una struttura e una compagine di sponsor totalmente rinnovata e finendo con il trasferimento della sede legale in Svizzera. Il nuovo main sponsor sarà appunto NSN (Never Say Never), affiancato da Stoneweg, mentre il nuovo fornitore di bici sarà Scott. Rimane invece invariata la guida tecnica, con Kjell Carlström confermato nel ruolo di direttore generale. Anche l’organico dei corridori ha però subito alcuni importanti cambiamenti: alcuni addii illustri, come quelli del giovane e promettente Matthew Riccitello e di Derek Gee, segneranno inevitabilmente la squadra, in particolare nel comparto dei Grandi Giri. Sul fronte degli arrivi ci sono comunque dei corridori che hanno dimostrato di saper vincere su più terreni: obiettivi chiari dunque per la squadra, che punterà con decisione su sprint e successi di tappa nei Grandi Giri.
Gli uomini più attesi
Gli occhi saranno puntati principalmente su Biniam Girmay. Il velocista classe 2000 rappresenta infatti il principale innesto per il 2026 e su di lui si concentrano molte delle aspettative del team. Nella scorsa stagione non è riuscito a replicare i successi ottenuti negli anni precedenti, chiudendo l’anno senza vittorie. Lasciata l’Intermarché-Wanty, dopo che questa si è fusa con la Lotto, il 25enne eritreo troverà in questo nuovo ambiente l’occasione per ritrovare fiducia e condizione, con l’obiettivo di tornare competitivo ad alti livelli.
Certezza della squadra resta invece il giovane Corbin Strong, in forza al team dal 2022. Il neozelandese classe 2000 sta proseguendo la sua crescita che lo ha portato lo scorso anno a conquistare due vittorie in classifica generale, alla Arctic Race of Norway e al Giro di Vallonia oltre a una serie di buoni piazzamenti. Corridore che dà il meglio di se negli sprint e nelle gare mosse, quest’anno potrà sicuramente puntare a risultati di livello, grazie anche a un reparto volate decisamente rafforzato.
Nel pacchetto dei corridori veloci e resistenti, proverà a ritagliarsi ulteriore spazio, nelle occasioni a disposizione, anche il britannico Ethan Vernon, velocista resistente che in questa stagione è riuscito a tornare su livelli decisamente competitivi, centrando successi e piazzamenti di prestigio. Il classe 2000 sembra ancora incamminato su un percorso di crescita e, considerando anche la sua capacità di interpretare la corsa, non è escluso che possa compiere ulteriori passi in avanti.
Altro nuovo arrivo per il reparto sprint sarà il 24enne britannico Lewis Askey. Dopo una lunga militanza nella Groupama-FDJ, squadra di cui ha fatto parte dal 2020 partendo dalla formazione Devo e approdando poi in prima squadra tre anni fa, Askey ha scelto di cambiare ambiente. Il giovane velocista ha vissuto una crescita costante nel corso delle ultime stagioni, culminata nel 2025 con la conquista della prima vittoria da professionista e con diversi piazzamenti di rilievo. Le premesse sono dunque molto positive e, se saprà confermarsi sui livelli mostrati finora, le aspettative nei suoi confronti non potranno che essere elevate.
Restando nel reparto delle ruote veloci, troviamo il francese Hugo Hofstetter e l’israeliano Itamar Einhorn, entrambi capaci nella scorsa stagione di ottenere buoni piazzamenti, soprattutto il primo. Avranno probabilmente a disposizione alcuni spazi individuali, in particolare quando il calendario e la tipologia di corsa lo consentiranno. Discorso analogo anche per il 24enne israeliano Oded Kogut, che si è confermato un corridore piuttosto regolare, capace di raccogliere diversi piazzamenti. Qualora riuscisse a dare continuità a quanto mostrato in precedenza, potrebbe raccogliere risultati interessanti.
L’australiano Nick Schultz potrebbe provare a giocarsi qualche carta sul piano dei risultati personali, esprimendosi al meglio su percorsi mossi e in giornate da interpretare in avanscoperta, al pari del combattivo lettone Krists Neilands, che arriva però da una stagione non brillantissima. Colpi importanti potrà piazzarli anche il francese Matis Louvel, che sa come muoversi nelle gare di un giorno, mettendo in atto azioni coraggiose, anche dalla lunga distanza.
Il britannico Jake Stewart potrà avere l’occasione di mettersi in mostra sia nelle volate sia sui percorsi mossi, terreno sul quale lo scorso anno ha dimostrato di trovarsi a proprio agio, oltre agli sprint che gli hanno regalato le due vittorie stagionali. Anche per lui l’attenzione sarà quindi rivolta a questo tipo di corse, nelle quali potrà provare a ritagliarsi spazio. Ci si augura invece un 2026 migliore rispetto al 2025 appena concluso per il connazionale Stephen Williams. Il gallese, infatti, dopo una stagione 2024 caratterizzata da vittorie di grande prestigio al Tour Down Under, alla Freccia Vallone e al Tour of Britain, ha vissuto un’annata molto complicata a causa di problemi fisici. L’auspicio è che questo periodo difficile sia ormai alle spalle e che possa tentare di riportarsi sui livelli mostrati due anni fa, il che vorrebbe dire tornare a puntare in alto.
Discorso simile vale anche per Alexey Lutsenko, reduce da alcune stagioni al di sotto dei suoi standard abituali. Il primo anno nel nuovo team non ha portato la boccata d’aria fresca che ci si poteva attendere, anzi; tuttavia, il 2026, dopo un periodo di assestamento, potrebbe rappresentare l’occasione di rilancio per il 32enne kazako. In termini di esperienza e di rendimento da riportare su livelli toccati in passato ci sono anche il 34enne ceco Jan Hirt e il 35enne neozelandese George Bennett, che sperano di ritrovare il colpo di pedale buono per competere ad alti livelli nelle corse a tappe, che siano di una o di tre settimane.
In chiave italiana, Marco Frigo è ormai un corridore affermato: attaccante provetto, il 25enne veneto sa mandar giù chilometri e chilometri al vento, soprattutto quando i percorsi sono caratterizzati da tante difficoltà e da dislivelli significativi. Nel 2025, oltre a tanti piazzamenti, è arrivata anche la prima vittoria da professionista e l’auspicio ora non può che essere quello di rimpolpare la bacheca dei successi personali. Lo statunitense Riley Sheehan sarà invece atteso soprattutto nelle gare di un giorno dai tracciati più esigenti, contesto nel quale ha già dimostrato in questa stagione di saper raccogliere risultati. Per il 25enne di Boulder non sono mancati buoni riscontri; per compiere un ulteriore passo in avanti ciò che gli si può chiedere è una maggiore continuità, ma il livello finora mostrato lascia ben sperare.
In termini di finalizzazione, qualcosa di buono potrà arrivare dal neozelandese Dion Smith, ingaggiato a 2026 già iniziato: nelle sue corde ci sono finali filanti e di difficile lettura, oltre che discrete capacità di lavoro a sostegno dei compagni, nei momenti in cui le velocità si alzano. Nel reparto dei corridori “pesanti” troviamo anche l’esperto Tom Van Asbroeck, che, a dispetto dell’età che avanza, ha dimostrato di saper trovare ancora qualche guizzo di spessore nei finali veloci. L’esperienza è caratteristica distintiva anche per il canadese Guillaume Boivin, sempre pronto a dare una mano quando serve, mentre il suo connazionale Pier-André Côté avrà un po’ più di carta bianca nelle gare con profilo mosso e andamento incerto.
Il nuovo arrivato Ryan Mullen rappresenterà una carta importante per le cronometro pianeggianti oltre che un elemento da mettere al lavoro quando ci sarà da propiziare il risultato di qualche compagno più veloce. L’israeliano Nadav Raisberg proverà poi a procedere nel suo cammino di crescita individuale, con l’ambizione di mettere a referto qualche risultato più interessante rispetto al passato. La stagione ormai alle porte durerà infine poco per Simon Clarke, che farà parte del gruppo giusto per qualche settimana. L’australiano, classe 1986, saluterà tutti dopo aver affrontato il Tour Down Under 2026, che rappresenterà l’ultimo atto di una carriera lunghissima. Chissà che non voglia regalarsi qualche risultato scintillante per rendere la sua uscita di scena davvero indimenticabile.
Le giovani promesse
Joseph Blackmore ha già una rilevante esperienza a livello pro’ (è passato già a metà 2024), ma rimane un talento ancora da sgrezzare. Il britannico ha dimostrato di saper esprimere ottime prestazioni in salita, cosa che gli permette di puntare a buoni risultati nelle brevi corse a tappe; diverso, almeno fino ad ora, il discorso relativo ai Grandi Giri, che sembrano essere un po’ troppo impegnativi per quello che è il suo attuale livello. Visti i discreti piazzamenti dello scorso anno nelle Ardenne, pare più probabile immaginarselo fra i protagonisti di classiche impegnative dal punto di vista delle pendenze.
Un passo importante lo ha fatto Alessandro Pinarello, che sbarca nel WorldTour dopo l’esperienza con la Vf Group-Bardiani Csf-Faizanè. Per lui può valere il discorso fatto per il collega sopra, visti i risultati già significativi raccolti fra corse di un giorno e brevi gare a tappe. Il 22enne di Conegliano avrà a disposizione occasioni per mettersi in luce e le sue qualità potrebbero portarlo subito in una nuova dimensione. Più “anziano” è Brady Gilmore, che di anni ne ha 24 ma che compie solo ora il passaggio a professionista dopo un lungo percorso fra squadra giovanile e scena Continental. L’australiano ha fatto vedere di essere un buon finalizzatore, sia in gare di un giorno, che, soprattutto, in brevi corse a tappe dall’andamento veloce e per certi versi caotico. Da vedere però quale potrà essere il suo impatto in gare che, per motivi di categoria, saranno sicuramente più qualificate.
Classe 2001 è pure Floris Van Tricht, altro neopro’ che ha alle spalle già parecchi anni di attività: attivo sulla scena gravel, dovrà prendere contatto con il mondo WorldTour per capire quali potranno essere i suoi margini di movimento. Neoprofessionista “vero” è invece Pau Martí, che sbarca fra i “grandi” a 21 anni, dopo tre stagioni nella squadra di sviluppo, caratterizzate da risultato in crescendo: lo spagnolo ha qualità da fondista e sa ben assorbire salite brevi e percorsi mossi. Da lui sarà lecito aspettarsi subito qualche risultato significativo.
Da febbraio, poi, farà le sue prime apparizioni fra i professionisti anche l’israeliano Rotem Tene, promosso dal settore di sviluppo: anche per lui, corridore da finali veloci, il “salto” si materializza all’età di 24 anni, dopo un percorso giovanile molto lungo che ha iniziato a dare i suoi frutti nella stagione appena chiusa, in cui sono maturati alcuni risultati interessanti.
Organico NSN Cycling Team 2026
CAN
ISR
ITA
HIRT Jan
CZE
HOFSTETTER Hugo
FRA
KOGUT Oded
ISR
GBR
CAN
BEWLEY Samuel
CATAFORD Alexander
CLAEYS Dimitri
ISR
Volate – 8.2
Montagne – 5.7
Colline – 7.3
Pavé – 6.8
7
Tanti cambiamenti, sia sul piano direzionale che su quello dell’immagine, oltre che per quel che riguarda l’organico. La squadra ora svizzera, ritrovato il WorldTour, proverà a dare il meglio di sé nelle volate e nelle gare di un giorno, potendo schierare un pacchetto di finalizzatori di ottimo livello. Le possibilità di lasciare il segno ci sono un po’ su tutti i terreni, eccezion fatta per le classifiche dei Grandi Giri, per le quali non sembrano più esserci corridori con le necessarie caratteristiche.
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