Ospite a Verissimo è Mariana Rodriguez, reduce dal successo dell’ultima pellicola di Checco Zalone, Buen Camino. Nel salottino di Silvia Toffanin la modella ha ripercorso alcune delle pagine più delicate della sua vita: dalla situazione drammatica del suo Paese d’origine alla complessità dei rapporti familiari, fino alla maternità vissuta con forza e consapevolezza.
Venezuela, “un pizzico di luce” dopo anni di dittatura
Mariana ha parlato con emozione del Venezuela, dove vivono ancora i suoi genitori. Dopo 27 anni di dittatura, spiega, qualcosa sembra finalmente muoversi dopo la cattura di Maduro: «Noi abbiamo pianto di gioia. Nicolás Maduro non è il nostro presidente, almeno qualcosa si è mosso». Parole cariche di speranza, nonostante la prudenza: «Ogni giorno cambia qualcosa, intanto vediamo un pizzico di luce».
Il rapporto complicato con il padre
Nel corso dell’intervista, Mariana ha affrontato anche il tema doloroso del rapporto con il padre. Un uomo violento, incapace di amare, segnato a sua volta da un’infanzia difficile. «Sono sempre stata una brava bambina per non farlo arrabbiare», ha raccontato, ricordando un episodio particolarmente grave che l’ha portata a interrompere ogni rapporto con lui.
La svolta è arrivata anni dopo, di fronte alle immagini di un padre magro e deperito: «Dopo averlo visto in quelle condizioni ho deciso di riprendere a parlargli e lasciare tutto alle spalle.
Ho ripreso ad aiutarlo anche economicamente perché in Venezuela la situazione economica era tragica».
La maternità
Oggi Mariana è mamma di Noah, cresciuto inizialmente da sola. «Prima di conoscere Gianmaria – racconta -sapevo già di volere un figlio». La relazione con il padre di Noah è stata complessa, segnata da incomprensioni, gelosie e momenti di forte fragilità, tanto da provocarle attacchi di panico durante la gravidanza: «Non riuscivamo a capirci su tanti punti». La modella ha sofferto di una profonda crisi post partum, da cui fortunatamente si è ripresa pian piano. Oggi, il quadro è diverso: «Ora siamo dei bravissimi genitori ed è questo che conta». Un amore intenso, quello che ha portato alla nascita di Noah, e una scelta chiara: sacrificarsi come donna, se necessario, ma garantire al figlio la presenza di un padre attento e responsabile.
Ultimo aggiornamento: sabato 10 gennaio 2026, 19:41
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