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Chiamatela farsa, vergogna, imbarazzo, pagliacciata. Come volete. Sono tutti termini adatti per definire quanto sta continuando a portare avanti il Trapani Shark di Valerio Antonini nel corso delle ultime settimane. Dopo aver giocato solo 7 minuti in Champions League contro l’Hapoel Holon – in una figuraccia in mondovisione ripresa da tantissimi quotidiani sportivi internazionali – la società trapanese ne ha giocati soltanto quattro in campionato contro Trento al Pala Shark. Solo sette giocatori a disposizione, di cui solo tre professionisti – Rossato, Pugliatti e Sanogo – e quattro ragazzi delle giovanili: due già purtroppo protagonisti della farsa in Bulgaria (Patti e Martinelli) e altri due esordienti, Giacalone e Alberti.
Tre 18enni e un 16enne – tutti con lo scotch sulle maglie a coprire il nome del precedente compagno che l’ha indossata – che forse in un triste sabato sera per il basket italiano avrebbero preferito fare altro anziché farsi umiliare da una società che ora ha sulle spalle una penalizzazione di 10 punti in classifica, arrivati da quattro diversi provvedimenti da parte della giustizia sportiva (ieri l’ultimo). Riguardo i pochi giocatori che risultano ancora sotto contratto, erano assenti Cappelletti (squalificato), Notae (infortunato), Arcidiacono e Petrucelli. Il copione è sempre lo stesso: prima si rimane in quattro, poi in tre, poi in due. Poi la sospensione.
Trapani non era già scesa in campo una settimana fa, sul campo della Virtus Bologna, prendendo anche una multa di 50mila euro. Alla prossima rinuncia sarà esclusione dal campionato. Intanto in ogni partita, per ogni giocatore in meno rispetto ai dodici contratti professionistici obbligatori, Trapani viene sanzionata con 50mila euro di multa: contro Trento saranno dunque 250mila euro totali. E la farsa continua.