di
Luciana Cavina
L’indiscrezione del quotidiano, secondo cui l’Istituto si sarebbe visto respingere la domanda di partecipazione. L’ad di BolognaFiere: «Quando arriverà la valuteremo»
Più che polemica, è quasi un giallo la partecipazione (mancata) di Israele alla Fiera del Libro per Ragazzi in calendario a Bologna dal 13 al 16 aprile. La notizia è apparsa sul quotidiano di Tel Aviv Haaretz: l’Istituto israeliano per la letteratura ebraica sarebbe stato escluso da uno degli eventi internazionali più importanti dedicato all’editoria per l’infanzia. Secondo questa ricostruzione, l’ente culturale finanziato direttamente dal ministero degli Esteri e della Cultura di Israele si sarebbe visto respingere la domanda di poter allestire un proprio stand all’interno della manifestazione.
Le motivazioni? Solo di «natura politica», secondo l’Istituto, a causa di pressioni dei movimenti proPal e di gruppi politici storicamente fianco della Palestina. Ma BolognaFiere nega.
Il precedente a Rimini
Anzi, lo scenario descritto dalla direzione di via Michelino è totalmente diverso: «Non è arrivata alcuna domanda di partecipazione da questa istituzione — è la risposta netta dell’ad Antonio Bruzzone — Se e quando arriverà ci porremo il problema e faremo le nostre valutazioni, come facciamo per tutti». L’episodio rievoca la polemica esplosa l’anno scorso al Ttg di Rimini, il salone del turismo, quando l’ente israeliano del settore venne escluso in ragione della decisione della Regione (azionista di Ieg la società che gestisce i padiglioni della cittadina romagnola) di interrompere le relazioni istituzionali con Israele, a seguito dell’inasprirsi del conflitto a Gaza. All’epoca — era settembre — Bologna non si sentì investita dalla questione, dato che — riferì sempre Bruzzone — «Israele non ha forte vocazione manifatturiera nei settori che rappresentiamo noi, e al momento non accogliamo collettive governative o stand governativi di Israele, così come facciamo con la Russia». Porte aperte invece a singoli espositori, così come editori israeliani sono già presenti alla Fiera del libro.
FdI: se fosse vero sarebbe gravissimo
«Le ultime indicazioni della Regione, e anche del Comune (entrambi azionisti di BolognaFiere ndr) — ragiona oggi l’ad — restano quelle di non accettare delegazioni governative di Israele e Russia. È probabile che questa decisione possa cambiare per Israele dopo gli accordi firmati in Medio Oriente, anche se la situazione resta gravissima. Ad ogni modo — ribadisce — al momento il problema non si pone. Nel caso faremo le nostre valutazioni». Valutazioni che non saranno solo politiche o di opportunità. ma anche ovviamente, di spazi, qualità della proposta e coerenza con la manifestazione. Israele, tra l’altro, anche in tempi non sospetti non è mai stato presente alla Fiera del Libro con collettive governative. «Se fosse vero che non è stato accettato lo stand dell’istituto ebraico sarebbe una cosa gravissima — interviene il consigliere comunale id FdI Gabriele Giordani — speriamo veramente che sia stato un problema di comunicazione». «Non è con la censura che si risolvono i problemi — chiosa — Ricordiamo peraltro che anche il Comune ha deliberato un finanziamento alla comunità ebraica per eventi culturali».
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10 gennaio 2026 ( modifica il 10 gennaio 2026 | 21:18)
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