Svetlana Zakharova è una ballerina russa, étoile del teatro Bolshoi di Mosca, ma anche un’ex deputata della Duma di Stato, la Camera bassa di Mosca, eletta nelle fila del partito di Putin, Russia Unita. Firmò nel 2014 a favore dell’annessione della Crimea, fa parte di un organismo di consulenza di cui Putin si avvale per questioni culturali e dal presidente russo ha ricevuto negli anni diverse onorificenze. 

Per questi motivi quando il suo spettacolo “Pas de deux for toes and fingers” è stato annunciato in cartellone al Maggio Fiorentino per il prossimo maggio, insieme a quella del marito, il violinista Vadim Repin, è insorta l’Ambasciata ucraina: in  una lettera alla sindaca di Firenze Sara Funaro e al sovrintendente Carlo Fuortes l’ingaggio di Zakharova e Repin viene definito “inaccettabile“. Dopo qualche giorno di riflessione è arrivata dal Maggio Musicale Fiorentino la comunicazione della sospensione delle esibizioni, motivata dal “perdurare delle tensioni internazionali”.

A quel punto è stata l’ambasciata russa ad andare su tutte le furie e pubblicare sui social media un post in cui parla di “russofobia“, di “limitazione della sovranità culturale”, di Zelensky che starebbe “ucrainizzando” l’Italia”. Nel testo si addita anche il sistema dei finanziamenti europei: l’Unione, accusata di ”alimentare la corruzione propria e quella di Kiev”, potrebbe “chiudere il rubinetto” dei fondi in presenza di artisti russi ritenuti scomodi.

L’ultimo sviluppo è di oggi. Secondo l’agenzia AdnKronos Svetlana Zakharova si esibirà comunque in Italia, per la precisione a Roma, il 20 e 21 marzo nel cartellone di “Les ètoiles”. Il nome della ballerina appare in effetti già ora sul sito dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, che ospiterà la kermesse. L’Auditorium fa capo a una Fondazione partecipata da Comune e Regione Lazio: non sembra azzardato aspettarsi che le polemiche non siano finite qui.