Giuseppe Giofrè è uno degli ospiti della puntata di oggi, sabato 10 gennaio 2026, di Verissimo. Trasmissione condotta da Silvia Toffanin e in onda ogni sabato e domenica pomeriggio su Canale 5. In studio con la mamma, il ballerino si racconta ai microfoni della Toffanin nel giorno del suo compleanno.

Giuseppe Giofrè a Verissimo

Di ritornno da Las Vegas racconta a Silvia il tour con JLo: «Stare sul palco con Jennifer Lopez è un sogno, ti dà una bella energia. Sognavo questo momento fin da piccolo», e poi arriva in studio la mamma Rossella che entra già commossa: «Sono tanto orgogliosa di mio figlio. Lui voleva fare questo fin da piccolo. Ho sempre creduto in lui». Giuseppe racconta: «Ricordo che da piccolo mamma nascondeva i soldi sotto al materasso per pagare gli stage extra di danza».

A Verissimo Rossella racconta il giorno in cui è partito

«È stato un grande dispiacere doverlo salutare e farlo partire da solo, a 18 anni, per l’America. Ricordo che usciti dall’aeroporto ci avevano fatto la multa, in quel momento scoppio a paigere talmente tanto che il vigile mi strappa il foglio. Ma io non riuscivo neanche a parlare per spiegargli che non stavo piangendo per la multa, bensì per il fatto che avessi appena salutato mio figlio».

A Verissimo il valore della famiglia

«Sono molto legato allla mia famiglia. Sono quello che sono grazie alla mie origini». E la mamma aggiunge: «Glielo abbiamo trasmesso. La famiglia al primo posto». Giofrè racconta: «Ci sentiamo tutti i giorni, mamma ed io. Se non la posso chiamare le mando il messaggio della buonanotte e due cuoricini».

A Verissimo il racconto di Noemi, la sua prima maestra di ballo

«Noemi è una di quelle persone che ti cambia la vita. Mi ha fatto ricredere in tutto, non mi ha mai fatto dubitare di quello che sarei potuto diventare. In Calabria è difficile fare questo lavoro, sto cercando di darle coraggio come lei ha fatto con me».

A Verissimo, Rossella racconta il dolore per le critiche che ha subito il figlio

«Ogni bambino è libero di fare le sue scelte. Non perché fosse maschio era destinato a fare il calciatore o tennista. Io ho scoperto degli atti di bullismo quando era grande. Nessuno dovrebbe essere giudicato per le sue scelte».