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Dieci anni sono passati dalla morte di David Bowie, avvenuta il 10 gennaio 2016 all’età di 69 anni per un cancro al fegato. Altrettanti se ne contano dall’uscita del suo ultimo album “Blackstar”, arrivato sul mercato due giorni prima, il giorno del suo compleanno.

L’iniziativa nata per celebrare questa confluenza di anniversari si rivela imperdibile per curiosi e fan: la casa d’infanzia del Duca Bianco, nel sud-est di Londra, aprirà al pubblico dal 2027 per offrire un’esperienza immersiva che restituisca l’idea di chi fosse il cantante, musicista e attore quando era solo David Robert Jones (Bowie era uno pseudonimo). Visse al numero 4 di Plainstow Grove, a Bromley, dagli otto ai vent’anni e, come riporta la Bbc, è tra quelle mura che scrisse uno dei suoi brani più famosi: “Space Oddity”, ormai entrato nella cultura di massa come una riflessione, tra le tante possibili chiavi di lettura, sull’alienazione e la solitudine.


APPROFONDIMENTI

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Varcare la porta dell’appartamento, per fan e curiosi, sarà come entrare in una macchina del tempo.

Nel progetto c’è la volontà di riportare tutto com’era negli Anni Sessanta, ricreando gli ambienti originali del periodo in cui Bowie lo abitò grazie a un archivio inedito di documenti e immagini. Geoffrey Marsh, co-curatore della mostra David Bowie Is del V&A Museum, ha definito la casa come il luogo in cui l’artista è passato dall’essere «uno studente di periferia» a «star internazionale». Ha dichiarato: «Come ha detto lui stesso, ‘Ho trascorso così tanto tempo nella mia camera da letto, era davvero il mio mondo intero, avevo i libri lì, la mia musica lì, il mio giradischi, per andare dal mio mondo al piano di sopra alla strada, dovevo attraversare questa terra di nessuno che è il soggiorno’».

A finanziare il lavoro di restauro con 500mila sterline sarà la Jones Day Foundation, gruppo no-profit formato da avvocati e personale dello studio legale Jones Day, e una campagna pubblica di raccolta fondi che aprirà questo mese.

«David Bowie era un orgoglioso londinese – ha dichiarato Nicola Stacey, direttrice dell’organizzazione benefica Heritage of London Trust -. Anche se la sua carriera lo ha portato in giro per il mondo, ha sempre ricordato le sue origini e la comunità che lo ha sostenuto durante la sua crescita», sottolineando quanto sia importante questa iniziativa per far sì che David Bowie continui ad essere una figura ispiratrice anche in futuro: «È meraviglioso avere questa opportunità di raccontare la sua storia e di ispirare una nuova generazione di giovani. È davvero importante per il patrimonio di Londra preservare questo sito».

Anche George Underwood, musicista e amico storico di Bowie, ha commentato il progetto: «Abbiamo trascorso così tanto tempo insieme, ascoltando e suonando musica. Ho sentito molte persone dire che la musica di David ha salvato loro o cambiato la loro vita. È incredibile che sia riuscito a fare tutto questo, e ancora più incredibile che tutto sia iniziato qui, da un inizio così piccolo, in questa casa. Eravamo dei sognatori, e guarda cosa è diventato».

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David Bowie, dal pop al soul al krautrock: una carriera nel segno del trasformismo

Negli anni David Bowie si è guadagnato un posto in diverse classifiche musicali stilate da riviste di settore tra cui Rolling Stone. Nel 2008 è stato inserito al 22esimo posto tra i cento migliori cantanti di tutti i tempi, mentre in quella dei 500 migliori album figurano cinque dei suoi lavori. Grande trasformista nella musica e nello stile, inizia come cantante pop negli Anni ’60. Il decennio successivo è quello che lo consacra come icona glam rock con l’uscita degli album “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars” (1972) e “Aladdin Sane” (1973). Esplorò il soul in “Young Americans” (1975) e “Station to Station” (1976) fino ad arrivare al krautrock, la musica cosmica tedesca nata dal rock progressivo e l’elettronica. Di questo periodo fa parte la trilogia berlinese con “Low” e “Heroes” (entrambi del 1977) e “Lodger” (1979).


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