Una parola che contiene di tutto, come anche la parola architetto. Biondillo ha studiato architettura al Politecnico di Milano, ha avuto anche uno studio suo a un certo punto – «progettavo case, recuperavo sottotetti, questo genere di cose» – ma è sempre stato essenzialmente scrittore: «Scrittore tra gli architetti e architetto tra gli scrittori». La sua produzione spazia dalla giallistica alla storia dell’arte, della cinematografia, al romanzo storico («Quello che noi non siamo», Premio Bagutta 2024) dove i protagonisti sono curiosamente gli architetti «coraggiosi» del Ventennio fascista. Ha dedicato anche alcuni libri («Sentieri metropolitani», «Metropoli per principianti», «Lessico metropolitano») al genere originale della psicogeografia, che è la materia che per anni ha insegnato – e un po’ inventato – in Ticino.