di
Rosanna Scardi

La presentatrice e ballerina: «I miei figli? A modo loro tutti hanno una vena artistica». Il ruolo da protagonista di Aggiungi un posto a tavola alla ChorusLife Arena di Bergamo

La più amata dagli italiani in uno degli spettacoli più longevi e apprezzati degli ultimi cinquant’anni. Lorella Cuccarini è la special guest di «Aggiungi un posto a tavola» di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, in scena alla ChorusLife Arena venerdì 16 gennaio alle 21, sabato 17 alle 16 e alle 21 e domenica 18 alle 16.

La storia, liberamente ispirata al romanzo «Dopo di me il diluvio» di David Forrest (Il Saggiatore), narra le avventure di Don Silvestro (Giovanni Scifoni), parroco di un paesino di montagna, che un giorno riceve una telefonata inaspettata: Dio in persona (Enzo Garinei è «la voce di lassù») lo incarica di costruire una nuova arca per affrontare l’imminente secondo diluvio universale. Il prete, aiutato dai compaesani, riesce nella sua impresa, nonostante l’avido sindaco Crispino (Marco Simeoli) che tenterà di ostacolarlo e Consolazione che metterà a dura prova gli uomini del paese.



















































Lorella, chi è Consolazione, il personaggio che interpreta? Le somiglia in qualcosa?
«Consolazione è probabilmente uno dei personaggi che sento più distanti da me, anche per il modo in cui è costruita in scena: nasce come figura dichiaratamente comica, una caratterista a tutti gli effetti. L’unico vero punto di contatto tra noi è forse il suo profondo bisogno d’amore. Pur essendo una sorta di “pecorella smarrita”, quando incontra l’amore intuisce che può esistere una possibilità di riscatto, un nuovo inizio, e che anche per lei una vita felice non è un’illusione. È inoltre un personaggio che irrompe con forza nella narrazione e che, in definitiva, contribuisce a dare pieno significato al titolo dello spettacolo».

«Aggiungi un posto a tavola» continua a riempire i teatri e a strappare risate e applausi. Qual è il segreto di questo successo?
«È una favola straordinaria, capace di parlare a tutti. A distanza di cinquant’anni conserva intatta la sua vitalità, senza aver perso nulla della sua forza. Non necessita di riletture o aggiornamenti, perché i temi che affronta restano profondamente attuali e, in realtà, senza tempo. È proprio questo, a mio avviso, a distinguerlo da molti altri spettacoli: anche tra altri cinquant’anni continuerà a essere raccontato e condiviso».

A scoprirla è stato Pippo Baudo. Quando fu notata?
«L’occasione fu una convention dell’Algida: io ero ballerina di fila, lui presentatore dell’evento. Mi notò durante la serata e mi volle incontrare perché stava cercando nuovi talenti. Fu un incontro molto professionale. Io ero intimidita, ma lui mi mise subito a mio agio. Dopo quella sera pensai che non sarebbe successo nulla: pochi giorni dopo, arrivò la chiamata di un suo assistente per il provino».

Nel 1993 ha condotto con Baudo il Festival di Sanremo, partecipando anche come cantante nel 1995. Nel 2024 è stata coconduttrice nella serata delle cover con Amadeus, l’anno scorso ospite con Olly. Le piacerebbe tornare all’Ariston?
«Ho partecipato a numerose edizioni del festival, in ruoli sempre diversi. Naturalmente, se ci fosse l’occasione giusta in futuro, perché no?».

Il titolo di più amata dagli italiani le è costato l’ansia per il dover essere sempre all’altezza?
«Ho sempre vissuto questo slogan riferito soprattutto alla cucina. Non amo prendermi troppo sul serio. L’ansia da prestazione è parte di me a prescindere».

«Fantastico», «Festival», «Odiens» con la famosa sigla «La notte vola». E poi «Paperissima», «Buona Domenica». A quale programma è più legata?
«È molto difficile fare una classifica: di ogni programma ho ricordi bellissimi… Forse, una menzione speciale va a “Fantastico” che ha segnato il mio debutto (quindi l’inizio della carriera) e a “Buona Domenica” che è stata la prima lunga diretta nell’intrattenimento su Canale 5».

Ad «Amici» è entrata nel cast prima come coach di ballo poi è stata insegnante di canto.
«Sono tuttora in onda con la nuova edizione. Mi trovo molto bene in questo ruolo».

Dei suoi figli, solo Giorgio ha la vena artistica?
«Io penso che ognuno dei ragazzi abbia una vena artistica, solo che la manifestano in modo diverso».

Lei è una splendida sessantenne: come si mantiene in forma? A quali sacrifici o rinunce deve sottostare?
«Ringrazio i miei genitori perché anche loro hanno contribuito fattivamente. Ho la fortuna di essere sempre stata disciplinata e in una buona forma fisica grazie alla danza. Un sano stile di vita non l’ho mai considerato una “prigione”».


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10 gennaio 2026