di
Monica Ricci Sargentini

Sono 36 finora gli arrestati a Istanbul: tra questi il presidente del Fenerbahçe, influencer e giornalisti

Cannabis, cocaina, marijuana, pillole varie, residui di liquidi sconosciuti, una bilancia di precisione e diverse munizioni. E persino una stanza segreta, destinata probabilmente alla prostituzione in cui si sarebbero effettuate registrazioni a scopo di ricatto. È ricco il bottino del blitz della polizia turca che venerdì notte ha perquisito diverse discoteche della megalopoli e il Bebek Hotel, un lussuoso hotel sul Bosforo nella parte europea della città il cui proprietario, il produttore Muzaffer Yıldırım, era stato già arrestato nei giorni scorsi.

L’indagine, condotta dall’ufficio anticontrabbando, narcotici e reati finanziari della Procura Generale di Istanbul, si è sviluppata a ondate dalla fine di ottobre, con raid in locali notturni, hotel e altre attività commerciali a Istanbul ma anche operazioni effettuate a Smirne, Denizli e Mugla. Tra gli arrestati imprenditori e gestori di discoteche, modelle e personaggi dello spettacolo, influencer dei social media, giornalisti e personaggi televisivi come l’ex dirigente dell’Habertürk Mehmet Akif Ersoy, nonché il presidente del Fenerbahçe Sports Club Sadettin Saran, che dopo essere stato messo in custodia è stato rilasciato su cauzione e ha negato tutte le accuse.



















































Ieri, oltre all’attore Can Yaman, noto anche al pubblico italiano per avere recitato in popolari serie televisive, come il recente remake di «Sandokan», sono finite in manette altre sei persone molto popolari in Turchia tra cui Selen Görgüzel,46 anni, volto fisso dei talk show e dei programmi di varietà dove ama dire la sua in modo perentorio ma anche cantante pop e performer nei club più esclusivi di Istanbul, seguitissima sui social (su Instagram ha un milione di follower). E poi Nilüfer Batur Tokgöz, 46 anni ex presentatrice televisiva, Ayse Saglam, scrittrice e critica letteraria. Le accuse sono pesanti: possesso di droghe o stimolanti per uso personale, agevolazione dell’uso di stupefacenti e incoraggiamento di una persona alla prostituzione, fornitura di un luogo per la prostituzione.

L’indagine finora ha portato all’arresto di 36 persone, con 26 sospettati ricercati mentre sono latitanti, probabilmente fuggiti all’estero, Kasım Garipoglu, figlio di Hayyam Garipoglu, presidente del consiglio di amministrazione del gruppo di società Garipoglu, e Mert Vidinli, influencer, noto per essere amico di molti personaggi famosi. Le autorità hanno inoltre ordinato il sequestro dei beni per sette persone, sospettate di essere coinvolti nel riciclaggio di denaro.

Al centro dell’indagine ci sono l’Hotel Bebek
e la villa di Kasım Garipoglu dove si sarebbero svolti festini a base di droga che coinvolgevano personaggi famosi.

Venerdì notte 200 poliziotti hanno perquisito a fondo il lussuoso albergo sul Bosforo scoprendo una stanza segreta dove si ritiene siano state consumate droghe e tenuti incontri sessuali con prostitute, il tutto sotto gli occhi di telecamere segrete che avrebbero registrato tutto per poi ricattare i protagonisti. A quanto pare la camera non era stata trovata nelle precedenti perquisizioni ma questa volta è stata condotta un’ispezione molto approfondita che ha interessato tutte le aree dell’hotel. A darne notizia in diretta su Cnn Türk è stata la reporter Merve Tokaz. «A cosa serviva questa stanza segreta? Chi ci è entrato? Quali reati sono stati commessi? Chi ha effettuato le registrazioni e per quale scopo? Qualcuno è stato ricattato?» si è chiesto il conduttore del notiziario Nihat Uludag. 

Le risposte a queste domande dovranno essere date nella prossima fase dell’indagine. Ieri gli investigatori avevano le bocche cucite e non fornivano dettagli nemmeno sull’ubicazione della stanza. La Procura Generale di Istanbul si è limitata a rilasciare una dichiarazione: «Nell’ambito dell’indagine, sono stati arrestati 7 sospettati, ritenuti responsabili dei reati di possesso di stupefacenti per uso personale, favoreggiamento dell’uso di droghe e istigazione, favoreggiamento o fornitura di locali per la prostituzione. L’indagine è in corso».

10 gennaio 2026