Rimini, 10 gennaio 2026 – Il dibattito sulle aperture domenicale nel commercio si è riacceso. Succede spesso, da quando nel 2011 il decreto Salva Italia del governo Monti diede il via alla piena liberalizzazione di giorni e orari di apertura degli esercizi commerciali. Da allora c’è chi invoca un passo indietro: i sindacati, per le ripercussioni giudicate negative sulla vita dei lavoratori, ma anche qualche associazione di categoria come Confcommercio Rimini che suggerisce di «ragionare seriamente sulle chiusure domenicali della grande distribuzione organizzata». A rilanciare la proposta di chiudere i supermercati la domenica era stato, qualche giorno fa, il presidente di Ancc-Coop Ernesto Dalle Rive.

Supermercati aperti o chiusi la domenica: vota il sondaggio

“Non facile tornare allo scenario di 15 anni fa”

Ma davvero si potrebbe tornare indietro allo scenario di 15 anni fa? Per Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna, non sarebbe così semplice. «Prima di tutto – ragiona Lucchi – va considerata la vocazione turistica del nostro territorio: avere i supermercati chiusi la domenica potrebbe costituire un problema». Tra le imprese associate a Legacoop ci sono colossi della Gdo come Conad e Coop.

“Molti in quell’unica giornata realizzano il 50% dell’intero fatturato”

«E in Romagna ci sono supermercati – rileva Lucchi – che in quell’unica giornata realizzano il 50% dell’intero fatturato settimanale. Molti di questi sono all’interno di centri commerciali e producono il cosiddetto effetto magnete: chiudendoli, ci sarebbero conseguenze negative anche per gli altri negozi. Si finirebbe solo per avvantaggiare il commercio online».

I lavoratori possono contare su maggiorazioni dello stipendio

Infine il tema lavoro. «I dipendenti che lavorano nei giorni festivi possono contare su maggiorazioni della retribuzione anche del 30%. C’è poi chi ricorre a formule contrattuali come i part time verticali per incrementare gli organici, consentendo ad esempio agli studenti di lavorare nei weekend. Per tutte queste ragioni – l’analisi di Lucchi – ritengo sia ormai difficile tornare indietro. La mia proposta è un’altra: ragionare su giorni di chiusura in occasione di festività religiose o laiche, validi per tutti».