È tennis, ma sembra un concerto di K-pop. A Incheon, in Corea del Sud, dentro la futuristica Inspire Arena, va in scena il Super Match tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, le stelle più brillanti del firmamento tennistico, già ribattezzati “Sincaraz” dai media e dai fan per la loro bonaria rivalità e chimica competitiva. Il fuoco e il ghiaccio.
L’inizio è da grande show: luci, maxi schermi, musica. Ampi sprazzi di arancione colorano gli spalti, dalle tribune si levano poster con i volti dei tennisti. Non è un caso se ad aprire la serata arriva Sehun degli Exo, idol del K-pop. Lancia la moneta per assegnare il campo poi si mette in posa tra il numero 1 e il numero 2 del tennis mondiale.
Sinner e Alcaraz stanno al gioco. Guardano il pubblico, salutano e mostrano finger hearts (“le dita a cuore”).
In Corea del Sud il tennis non entra mai in punta di piedi e il super match smette subito di essere un’esibizione di lusso e diventa qualcos’altro: un evento pop, un rito collettivo, un format costruito con il linguaggio dell’intrattenimento coreano. Le luci prima delle racchette.
In campo il clima è rilassato. Ci sono colpi spettacolari, scambi giocati col sorriso, momenti di complicità sottolineati da ovazioni dagli spalti.
C’è spazio per una piccola gag: un bambino entra in campo e segna un punto ad Alcaraz. Carlos si arrende, applaude. Sinner ride compiaciuto seduto in tribuna. Il ghiaccio che si scioglie. Il pubblico esplode. È il momento virale della serata, quello che racconta meglio di tutti cos’è questo evento: non una semplice esibizione, ma una festa condivisa.
Il gioco riprende, i colpi si fanno più profondi, le traiettorie cattive. Quasi a ricordare che sì, è uno show, ma la rivalità è vera. Anche senza punti ATP in palio.
Il pubblico coreano lo percepisce. Qui Sinner e Alcaraz vengono vissuti come icone sportive, non solo come atleti. È anche per questo che la loro rivalità ha già un nome: Sincaraz. Una parola che non indica solo una sfida, ma un equilibrio perfetto tra differenze. Perché quando Sinner e Alcaraz condividono lo stesso campo, anche per una notte di spettacolo, il tennis smette di essere solo tennis. E diventa racconto globale.
La prima grande sfida del 2026 tra i re del tennis, va a Carlos Alcaraz. Lo spagnolo, numero 1 del mondo, batte in due set l’italiano Jannik Sinner, numero 2 Atp, 7-5, 7-6. Alla fine, poco importa il punteggio. Ai microfoni i campioni parlano del pubblico più che della sfida.
“È stato speciale vedere nuovi tifosi, lo stadio era pieno. Per me e Alcaraz era la prima volta in Corea del Sud. È stato un match di intrattenimento, eravamo qui per questo, il primo obiettivo della stagione rimane l’Australian Open, ma vorrei tornare qui”, dice Sinner.
Alcaraz ripete le stesse parole e aggiunge: “Noi abbiamo sempre bisogno del supporto del pubblico per cercare di dare il meglio. È quello che ho cercato di fare anche oggi. Ho molto apprezzato l’affetto che i tifosi ci hanno dimostrato qui”, ha concluso il numero 1 del mondo.
Le premesse per un ritorno in Corea ci sono tutte. Nel Paese, se prima erano famosi, adesso sono nell’Olimpo delle star. Con le loro partite a ping pong, i loro colpi sul campo da tennis e i grandi sorrisi in conferenza stampa, dove si sono cimentati anche nella lingua coreana…
“Ciao a tutti, sono Carlos Alcaraz”, dice lo spagnolo sfoggiando una buona pronuncia. Il primo commento arriva da Sinner: “Perfect! (Perfetto)”, gli risponde ridendo.
È già tempo di partire. Per entrambi la destinazione è Melbourne per gli allenamenti in vista degli Australian Open, in programma dal 18 gennaio all’1 febbraio.
Ma prima incontreranno ancora il “loro” pubblico nell’iniziativa “Milion Dollar 1 Point Slam”, il “torneo” che si svolgerà (14 gennaio) nella settimana antecedente e che vedrà dei dilettanti giocare un solo punto contro tennisti professionisti con in palio un milione di dollari.
Alcaraz e Sinner in Corea del Sud (Ansa)