Giovedì sera Bra è diventata la cucina più osservata d’Italia. La seconda prova in esterna della 15ª edizione di MasterChef Italia, andata in onda su Sky Uno e visibile anche in streaming su Now, ha scelto il cuore della città per mettere alla prova i concorrenti e, insieme, raccontare il territorio. In piazza XX Settembre le brigate rossa e blu hanno lavorato in postazioni «a cielo aperto», sotto lo sguardo dei giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli. Ma a valutare i piatti, c’era una giuria speciale: trenta macellai braidesi. Tra loro anche Domenico Scaglia, titolare della storica macelleria di via Rambaudi, che ai cuochi ha illustrato lavorazione e segreti della salsiccia. La protagonista assoluta era lei, la Salsiccia di Bra appunto: insaccato unico perché nasce soprattutto da carne magra di vitello con una quota di pancetta di maiale, e in virtù della qualità delle materie prime è tradizionalmente consumata anche cruda; censita nell’Arca del Gusto di Slow Food, è rito quotidiano nelle macellerie del centro.
Vince il ragù bianco della brigata rossa
I menu hanno portato in scena anche altri classici piemontesi: la brigata rossa ha servito tajarin con ragù di salsiccia, la blu un carré di coniglio farcito, con contorno di peperoni e bagna cauda. A spuntarla è stata la rossa: il ragù bianco sui tajarin ha convinto i macellai con un netto ventitré a sette.
Bra esempio di sinergia e promozione
Dietro la vetrina televisiva c’è stata la macchina del territorio: la tappa braidese è stata resa possibile dalla collaborazione tra Ascom Bra, Comune, realtà produttive locali e produzione del programma (permessi, logistica, accoglienza, raccordo con botteghe e operatori). La città è entrata nel racconto pop della cucina italiana. Il sindaco Gianni Fogliato ha confermato la «grande occasione di promozione»; per Luigi Barbero, direttore Ascom, è stato il frutto di una sinergia positiva capace di mostrare «qualità, organizzazione e saper fare» della città.