Una legge entrata in vigore 86 minuti prima della tragedia ora potrebbe proteggere il Comune di Crans-Montana dal dover pagare i risarcimenti. Mentre l’inchiesta della procura generale del Cantone del Vallese sulla strage di Capodanno si allarga all’amministrazione, a dare la notizia è il quotidiano svizzero Blick: a mezzanotte di Capodanno, prima che scoppiasse l’incendio, è stata adottata una nuova Legge vallesana sull’edilizia. Ad essere stato modificato è l’articolo 25, diventato articolo 37. Recita: «L’autorità competente non è responsabile per i danni causati dal fatto che i proprietari degli edifici e i loro rappresentanti violino le disposizioni della presente legge».

Le responsabilità

In sostanza, se la norma dovesse applicarsi al caso del rogo, Crans-Montana potrebbe non essere ritenuta responsabile dei danni. Non si tratta di un dato scontato: se è vero che il nuovo articolo è applicabile all’incendio di Crans-Montana, poiché il danno si è verificato quando la nuova disposizione era già in vigore, è anche vero che non è detto che il Comune possa sottrarsi alle sue responsabilità, anzi. Come ha spiegato a Blick Pascal Schmid, avvocato, consigliere nazionale dell’Udc del Canton Turgovia, ex presidente del tribunale, «i magistrati potrebbero ritenere che il fattore determinante sia la mancanza di vigilanza che si verificava secondo la vecchia legge. In tal caso, l’esclusione di responsabilità non si applicherebbe».

Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ha dichiarato che l’ultima ispezione al Constellation risale al 2019. I controlli, invece, avrebbero dovuto avere cadenza annuale. La Costituzione cantonale, inoltre, stabilisce che il Cantone e i Comuni sono responsabili per i danni causati dai loro dipendenti. E in effetti l’attenzione degli inquirenti, dopo l’arresto dei proprietari del locale, ora si rivolge alle istituzioni. Nicole Bonvin Clivaz, albergatrice e vicesindaca del comune, ha ammesso le falle: «Sui controlli c’è stata una mancanza, non li abbiamo fatti, ammettiamo di non averli fatti e ci prendiamo la responsabilità. Ma sarà l’inchiesta a dirlo, adesso non abbiamo ancora le vere risposte. Per ora non si pone la questione delle dimissioni».

Dichiarazioni che arrivano dopo le polemiche seguite alla conferenza stampa di mercoledì scorso, con il sindaco finito nella bufera per non aver chiesto scusa: «Non ci sono scuse per non aver chiesto scusa, – ha ammesso la vice – quando si è sulla linea di fuoco a volte si è maldestri, ma oggi noi dobbiamo farlo: siamo con le famiglie, siamo con le vittime, queste persone che soffrono».

Secco il commento dell’avvocato Alessandro Vaccaro, che assiste la famiglia di Emanuele Galeppini, il sedicenne genovese morto nel rogo: «Se avessero fatto i controlli tutto questo non sarebbe successo, chiederemo di estendere all’amministrazione la responsabilità».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il punto sui temi di attualità, ogni lunedì
Iscriviti e ricevi le notizie via email