Pauline Ferrand Prevot ha vinto il Tour de France Femmes 2025 (foto: SprintCyclingAgency)
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Eli Iserbyt ha appena annunciato di ritirarsi dal professionismo perché secondo il parere dei medici con il suo problema all’arteria iliaca non potrà più andare in bici, né per svago né tanto meno a livello agonistico.
Quello di Iserbyt, però, non è un caso isolato ma l’ultimo di una lunga lista di ciclisti che hanno dovuto abbandonare la carriera come lui, oppure che hanno dovuto metterla in pausa per sottoporsi all’operazione.
La belga Laura Verdonschot finirà la stagione crossistica 2025/2026 poi dirà addio al professionismo. Nils Eekhoff (Picnic PostNL) è stato operato da poco e nella migliore delle ipotesi tornerà a correre a maggio. Mentre Eddy Finé (Cofidis) si è dovuto ritirare, mentre è bastato un periodo di stop dopo l’operazione per Iván Ramiro Sosa (Kern Pharma), David Dekker (Euskaltel-Euskadi) e Fabio Jakobsen (Picnic PostNL).
Prima di loro Shirin Van Anrooij (Lidl-Trek), Stan Dewulf (Decathlon Ag2R La Mondiale) e Élie Gesbert (Arkea-B&B Hotels, ritirato alla fine del 2025). Ancora Lorrenzo Manzin (TotalEnergies), Amund Grøndahl Jansen (quando era in Jayco-AlUla, nel 2025 ha strappato un contratto alla Uno-X Mobility ma per il 2026 non ci sono ancora certezze), Zdeněk Štybar (Jayco-AlUla, ritirato poche settimane dopo l’operazione), Johan Jacobs (nel 2024 quando era in Movistar, dal 2025 è con la Groupama), Jonas Rickaert (Alpecin-Deceuninck), Marianne Vos (allora in maglia Jumbo-Visma, una delle poche in grado di tornare ai livelli pre-operazione) e Pauline Ferrand-Prévot (operata nel 2019 e 2020, ha fermato la carriera a quel punto ed è tornata nel 2025 vincendo il Tour de France Femmes).
La lista non è finita. Ci sono anche Bob Jungels (all’epoca alla Ag2R-Citroën), Viktor Verschaeve (Lotto), Sam Oomen (all’epoca alla Sunweb) e Fabio Aru (operato nel 2019 e ritirato nel 2021).
Un nome dopo l’altro è facile rendersi conto di come il problema, che in termini tecnici si chiama endofibrosi dell’arteria iliaca, colpisce in modo particolare i ciclisti (secondo la letteratura medica, anche i pattinatori di velocità). Il motivo è semplice: la posizione schiacciata assunta in sella e le iperflessioni dell’anca causano stress al muscolo psos e frizioni dell’arteria iliaca fino a culminare nell’endofibrosi.
Come ci si accorge del problema? È subdolo perché a riposo non presenta sintomatologia, in movimento invece si può notare una perdita di sensibilità, dolore improvviso, crampi e rigonfiamenti nella zona.