di
Alessandro Bocci
A febbraio calendario troppo intasato, niente aiuti alla Nazionale dalla serie A e dalle squadre straniere. Il raduno era pensato per la sfida con l’Irlanda del Nord (26 marzo): «Così è meglio non farlo»
Niente stage. I timori di Rino Gattuso sono diventati realtà. La notizia non è ancora ufficiale, ma lo diventerà a metà della prossima settimana quando la Lega calcio renderà noti anticipi e posticipi di due giornate di campionato, quelle dell’1 e dell’8 febbraio e il calendario dei quarti di finale della Coppa Italia.
Margini per cambiare le cose non sembrano essercene. La Nazionale arriverà al dentro o fuori con l’Irlanda del Nord, in programma il 26 marzo a Bergamo, senza i due giorni di allenamento a Coverciano, invocati per interrompere l’inverno azzurro lungo quattro mesi. Il c.t. dovrà fare tutto da solo. Con la speranza di guadagnarsi un’altra notte da brividi, in Galles o Bosnia, quella sì per arrivare al Mondiale tra Stati Uniti, Canada e Messico. Gattuso le partite più delicate e importanti della sua gestione dovrà prepararle in smart working. Telefonate ai giocatori, cene di gruppo e un tour de force di gare da vedere dal vivo per studiare se inserire qualcuno nel gruppo, da Bartesaghi a Palestra, passando per Zaniolo, Chiesa e Fagioli.
Si era parlato persino di far traslocare una giornata di campionato, la numero 30. Ma quella non è mai stata un’ipotesi reale sul tavolo. Lo è stato invece lo stage. Gattuso si era illuso. E invece si è dovuto arrendere. «Se queste sono le condizioni meglio non farlo», avrebbe detto. La storia è presto raccontata: l’idea, per venire incontro alle esigenze azzurre, era liberare due giorni (più i viaggi) all’interno di una delle prime due settimane di febbraio, il 2 e il 3 o più probabilmente il 9 e 10, sistemando nella prescelta un solo quarto di finale di Coppa Italia e tre nell’altra. Gattuso avrebbe in ogni caso dovuto rinunciare agli azzurri impegnati nel quarto individuato in coincidenza con lo stage e a quelli all’estero: i club fuori dall’Italia, sin da subito, non hanno concesso il via libera. Ma il c.t. si è arreso solo quando ha saputo che la Lega non avrebbe rinunciato al posticipo di campionato del lunedì. Così ha deciso di lasciar perdere. Sarebbe stato un raduno per pochi intimi. Una beffa.
Lo stage non si fa, ma la domanda è un’altra: a chi interessa il bene dell’Italia, che non può fallire l’assalto al terzo Mondiale consecutivo? La Nazionale è figlia di un dio minore, non un bene primario del nostro movimento. Nella sofferenza, economica e di date, ciascuno guarda al proprio orticello: i club, gli allenatori degli stessi club, ma anche le televisioni che difendono i propri spazi pagati a caro prezzo. Fifa e Uefa hanno riempito il calendario, stressando il sistema. Ci accorgiamo dell’Italia solo quando perde o nel momento in cui fallisce un traguardo. E se nessuno si farà carico del problema, la questione non potrà che peggiorare.
La Lega si impegnerà a cercare di anticipare più partite possibili nella trentesima giornata del 22 marzo, che anticiperà il raduno di Coverciano: quella domenica è in programma Fiorentina-Inter, ma se i viola si qualificheranno per gli ottavi di Conference, sistemare la sfida del Franchi anche solo al sabato sarà impossibile. E Gattuso, prima dell’Irlanda, avrà a disposizione solo un paio di allenamenti con il gruppo al completo.
11 gennaio 2026 ( modifica il 11 gennaio 2026 | 07:05)
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