di
Redazione Esteri
Monito del presidente del Parlamento di Teheran
Il presidente del parlamento iraniano ha avvertito che l’esercito americano e Israele saranno «bersagli legittimi» se l’America attaccherà la Repubblica Islamica, come minacciato dal presidente Donald Trump. Le dichiarazioni di Mohammad Bagher Qalibaf sono le prime ad aggiungere Israele alla lista dei possibili obiettivi di un attacco iraniano. Qalibaf, un sostenitore della linea dura, ha lanciato la minaccia mentre i deputati si precipitavano sul podio del parlamento iraniano gridando: «Morte all’America!».
Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran, scrive il Times of Israel citando la Reuters. Di un’eventuale operazione Usa si sarebbe discusso ieri in una telefonata tra il primo ministro Benjamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio.
L’Iran ha attribuito agli Stati Uniti la responsabilità delle manifestazioni scoppiate due settimane fa nella capitale a causa delle difficoltà economiche e diffusesi poi in tutto il Paese con richieste di estromissione delle autorità religiose.
Donald Trump ha dichiarato che il suo Paese è «pronto ad aiutare» il movimento, dopo aver avvertito che l’Iran era in «grossi guai» per i suoi sforzi nel reprimere le proteste.
Il New York Times sostiene che gli Usa hanno già pronto un piano per Teheran. Lo avrebbe presentato il Pentagono a Trump, con una lista dei possibili obiettivi, anche non militari, nella capitale. Il dilemma non sarebbe più se, ma come e quando attaccare con il fronte attendista che starende pressando il presidente a temporeggiare.
Nella notte di sabato, gli slogan antigovernativi hanno riempito le strade di Teheran, con i manifestanti che incitavano il più grande movimento contro la repubblica islamica degli ultimi tre anni, nonostante una repressione forte sotto la copertura di un blackout di Internet.
I gruppi per i diritti umani hanno segnalato decine di morti e, sabato, hanno espresso preoccupazione per l’intensificazione della repressione da parte delle autorità: video rubati mostrano pile di cadaveri negli ospedali e obitori al collasso, il procuratore genrale ha annunciato la pena capitale per i manifestanti. Poche informazioni filtrano dopo il blocco di Internet, con i monitor NetBlocks che mostrano una connettività quasi nulla da giovedì.
11 gennaio 2026
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