di
Giovanna Maria Fagnani
Il nuovo anno, invece, si è aperto con un’ondata di maltempo e temperature ben al di sotto della media. L’8 gennaio il giorno più gelido
Le auto col parabrezza ghiacciato. Il sale sparso sui gradini delle uscite della metropolitana. Cappelli e guanti che vanno a ruba dei negozi. Il dicembre del 2025 è stato il più caldo degli ultimi 129 anni. Il nuovo anno, invece, si è aperto con un’ondata di maltempo e temperature ben al di sotto della media. E le previsioni dicono che, se la morsa del freddo un poco si allenterà, lascerà però il posto alle piogge.
Lo spiegano le rilevazioni della Fondazione Omd-Osservatorio Meteorologico Milano Duomo. «L’ondata di freddo di questi primi giorni si sta avviando verso la fine: da oggi avremo un aumento delle temperature, perché arriverà il fohn, il vento caldo che si forma sulle catene montuose — spiega la meteorologa Samantha Pilati —. Il fohn investirà soprattutto la zona nord occidentale della Lombardia, ma avrà effetti anche su Milano. Il rialzo, tuttavia, sarà temporaneo , mentre da domani si verificherà una nuova diminuzione delle temperature, anche se non si dovrebbero raggiungere i valori molto bassi di questa settimana». Giornate, quindi, di alti e bassi e, da metà settimana in avanti, potrebbe arrivare la pioggia.
«In concomitanza al rialzo assisteremo anche a un peggioramento delle condizioni: all’inizio si tratterà di cielo molto nuvoloso e coperto, poi arriveranno le precipitazioni». Ovvero la pioggia, ma non la neve. L’anno scorso abbiamo dovuto aspettare febbraio per vederla. «In pianura ad oggi la probabilità di nevicate è molto basa, diverso il discorso a quote collinari e montane» aggiunge la meteorologa. Quest’anno, qualche fiocco, che scompariva prima di arrivare a terra, si è visto nella mattina del 21 novembre. Ma, neve a parte, anche le piogge mancano ormai da 18 giorni, ovvero dalla vigilia di Natale.
La giornata più fredda di questa prima ondata di gelo è stata giovedì 8 gennaio. La centralina di Milano Centro, situata all’Università Statale, ha registrato una minima, alle 7.10 di mattina, di -2,6 gradi. Era dal 2018 che in questa stazione non si verificavano valori così bassi. Ma, nella stessa giornata, i residenti di San Siro che sono usciti di casa un’ora dopo, alle 8.10, hanno dovuto affrontare un freddo ancora più pungente: la colonnina segnava -4,9 gradi. È l’effetto dell’isola di calore, fenomeno che colpisce le aree più urbanizzate e meno quelle più ricche di verde. Se d’estate fa schizzare le temperature fino a 40 gradi, anche in inverno l’effetto è pronunciato e fa in modo che in centro (e anche in Paolo Sarpi e in Bicocca) faccia più caldo che in periferia.
Guardando alle temperature massime, invece, le giornate più fredde sono state mercoledì e venerdì. Mercoledì, nonostante la giornata soleggiata, la temperatura non è andata oltre i 3,8 gradi (partendo da una minima di 0,2). nonostante giornata soleggiata.
Valori ancora più bassi in provincia: a Lacchiarella giovedì scorso si è arrivati a -5,9 gradi, mentre, restando in pianura, a Saronno perfino a -6,7 gradi. Guardando alla media trentennale di riferimento, nei primi nove giorni di gennaio, la temperatura media avrebbe dovuto mantenersi, a Milano, sui +4 gradi. «Siamo invece abbondantemente sotto, a +2,4, dopo un dicembre davvero molto più caldo della media – conclude la meteorologa – Ondate di freddo simile anni fa erano più frequenti. Adesso sono sempre più rare. L’inverno è una delle stagioni che sta subendo maggiormente gli effetti del cambiamento climatico. E il paradosso è che chi lo nega, soprattutto sui social, porta ad esempio proprio fenomeni come quelli di questi giorni. Questo ritorno del gelo purtroppo non è un sinonimo del fatto che il clima si stia “aggiustando”. Anche in un anno molto caldo come il 2025 ci sono stati periodi più freddi del normale. Gli studi e le statistiche che decretano il cambiamento climatico in atto considerano decenni e valutano anche ciò che accade nel resto del mondo».
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11 gennaio 2026 ( modifica il 11 gennaio 2026 | 08:33)
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