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La prima puntata di ‘C’è Posta per Te’ ha rimesso al centro, come sempre, storie di reunion famigliari (im)possibili e d’amori traditi alla ricerca di perdono. Inoltre ha fatto conoscere all’Italia intera un fenomeno della natura, una Erinni all’amatriciana di nome mamma Luisa. Ospiti Can Yaman e Raoul Bova. Vediamo insieme i promossi e i bocciati di questo nuovo esordio mariano.
La prima serata può ancora iniziare alle 21.30 (ma solo per Maria): voto 4
La sera di sabato 10 gennaio anno del Signore 2026, per la prima volta, Gerry Scotti ha avuto fretta. Fretta di chiudere ‘La Ruota della Fortuna’ che, in genere, straborda perfino oltre le 22 condannando i programmi di ‘prime time’ a celebrarsi soltanto nelle ore dei vampiri e dei licantropi. Questo il triste destino per il ‘Grande Fratello’ e per qualunque altro show (o fiction) dell’ammiraglia del Biscione: partire già azzoppati, col pubblico pronto ad abbracciar Morfeo. Per una strada coincidenza, proprio nella serata in cui deve esordire la nuova edizione di ‘C’è Posta per Te’, lo zio Gerry e Samira Lui salutano anzitempo, passando la linea alle buste di Maria De Filippi addirittura alle 21.28. Perfino in anticipo, clamoroso! E di sabato sera, poi, quando tendenzialmente si può tirare un po’ più tardi perché il giorno dopo è dì di festa, niente sveglie assassine per andare al lavoro. Che il prime time inizi a orari umani, comunque, non può essere soltanto regale eccezione mariana: è lei che porta milioni di spettatori alla rete, beninteso, ma così si tagliano le gambe sul nascere a tutte le altre produzioni della rete. E il pubblico, magari pur volendosi appassionare, si assopisce. Per colpa di questi palinsesti Mediaset tafazziani – e mariani.
Urge un talent spin-off di C’è Posta per te con i casting dei bimbi-sorpresa: voto 8
Oramai li diamo per scontati, ma loro ci sono sempre, ogni anno. E cambiano, mutano di edizione in edizione. Sì, stiamo parlando dei bambini che portano cose nello studio di ‘C’è Posta per Te’ per rendere più ‘emozionanti’ le sorprese agli invitati. In questa puntata, ne abbiamo visti un gruppetto sventolare un lenzuolo bianco, distribuire sorrisi e fiori. Benissimo, ma da dove arrivano tali angeliche creature? Esistono casting per ottenere questo specifico ruolo televisivo? E, nel caso, come mai Maria De Filippi non ci ha ancora fatto un talent sopra? Immaginiamo la competizione tra cinquenni coi denti da latte ma convinti di spaccare lo schermo, quello che viene escluso perché non supera il test del (trasporto) palloncino, le mamme dietro le quinte col sogno infranto di diventar Veline alle spalle e che oggi, per rivalsa, spingono i pupi verso il piccolo schermo. Sulla carta, sarebbe davvero un gran bel bestiario da indagare: la versione malvagia di ‘The Voice Kids’!
Raoul Bova esordisce con una boutade sugli ‘occhi’: voto 5-
Primo ospite di questa puntata d’esordio, Raoul Bova. Invitato da Dario per fare una sorpresa alla suocera Luisa, l’attore si ritrova coinvolto in una storia emotivamente davvero tosta: genero e suocera stanno crescendo insieme i tre bimbi di lui da quando, quattro anni fa, è venuta improvvisamente a mancare la loro mamma, Monica, moglie e figlia, appena 34enne. Il più grande dei cuccioli oggi ne ha 9. Dario vuole regalare a Luisa l’incontro col suo attore preferito per ringraziarla: senza di lei, dice, non sarebbe mai riuscito ad affrontare il terribile lutto e andare avanti. I due si sono dati forza a vicenda e il genero le ricorda come lei sarà ‘sempre famiglia’ per quanto lo riguarda. Si piange molto finché, appunto, arriva Raoul Bova. Il nostro, appena approccia la signora Luisa le fa: “Mi hanno detto che abbiamo gli stessi occhi”. E come sono questi occhi, sentiamo? “Pieni di luce”. Ah, forse ricordavamo qualcosa di diverso. Nella solita fiera delle banalità preconfezionate dagli autori che Bova miagola da lì in poi, continua il parallelo tra lui e Luisa. Quindi, nel momento in cui le dice: “Tu, con la tua energia, sei una di quelle persone che salvano il mondo” include anche se stesso per proprietà transitiva? Chissà. Del resto, avendo gli occhi tanto uguali, questi occhi così… pieni di luce…
La signora Luisa se ti vuol bene, può dirti ‘Va’ a morì ammazzato!’: voto 10
Qui siamo di fronte alla classica storia in cui un figlio, l’over 40 Massimiliano, lascia casa per andare a convivere con la compagna e si scorda dei genitori. In questo caso, tra madre e cresciutello pargolo ci sono stati ben otto anni di silenzio. Ma la ‘madre’ che scende in campo qui è la signora Luisa, una Erinni all’amatriciana che avrà pure ‘un po’ perso la capoccia, scusa Maria’ ma non ha alcuna intenzione di starsene a prender polvere nel dimenticatoio. Pure perché il figliolo ha vissuto nella casa materna fino ai 40 anni ‘ed è sempre stato servito e riverito come un principino, dalla camera mi suonava la campanella e io andavo a chiedergli ’Che posso fare per lei, Maestro?'”. Cotanto (discutibile?) equilibrio viene messo in crisi però da Daniela, la donna di cui Massimiliano si innamora per poi andare ad abitarci insieme. Da quel momento, smette di far visita ai genitori, dando buca perfino al sacro pranzo della domenica. All’ennesima scusa accampata per evitare mammà, Luisa deve aver sbraitato al telefono un furioso ‘Ma va’ a morì ammazzato!”. E da lì, i rapporti tra loro si sono raffreddati fino alla totale assenza di comunicazione che si trascina, appunto, oramai da otto anni. Luisa spiega l’ovvio: quel giorno era furente, ma gli vuole bene, mai gli augurerebbe sul serio un celere trapasso (c’era davvero bisogno di specificarlo?!, ndr). Massimiliano pare ancora scosso assai, ma comincia a cedere, a patto che la madre impari a rispettare la compagna Daniela come parte della famiglia. “Pò esse perché io vi adoro a tutti e due – sbotta la donna, entusiasta – vi faccio l’amatriciana quando venite, però venite! Io sono sempre stata gentile, ma lo sarò ancora di più, lo prometto”. Maria De Filippi interviene per domandare: “Ma se Massimiliano si dovesse mai lasciare con Daniela, a te dispiacerebbe?”. Memore di quanto appena proferito (o forse no), Luisa silura un prorompente: “No!”. Andrà tutto bene.
Il tempismo ‘stupefacente’ di Can Yaman (che non poteva dire ‘Sandokan’?): voto 5
Nel pomeriggio di sabato 11 gennaio 2026, una notizia sconvolgente arriva dalla Turchia: l’attor canide Can Yaman è stato arrestato per consumo e spaccio di droga?! La news rimbalza sulle principali testate, i social non parlano d’altro, si mormora che, forse, la puntata di ‘C’è Posta per Te’ andrà in onda rivista e corretta, ossia senza di lui. Registrare mesi prima, tendenzialmente in estate, può tirare brutti scherzi. Ma qui siamo davvero in una contingenza fantascientifica, partorita da un motore a improbabilità infinita! In ogni caso, l’affaire si sgonfia nel giro di poco: Yaman sarebbe stato tirato su da una retata della polizia insieme ad altre celebrità di stanza in un locale notturno. Rastrellamenti, a quanto pare, piuttosto consueti in terra turca. Il nostro, comunque, risultato pulito al test anti-droga, avrebbe riottenuto subito la libertà. Un tempismo davvero ‘stupefacente’, comunque, che si è presto trasformato in una enorme eco mediatica per la partenza della già seguitissima trasmissione. Mentre le fan più invasate non si davano pace tra X e Instagram con post lacrimestrappa sul destino del loro eroe – c’è chi è arrivata a descriverlo ‘personaggio scomodo’, una sorta di martire politico del regime di Erdoğan!, ndr – l’allarme rientra e così, verso le 23.30 vediamo Yaman entrare in balzello nello studio di ‘C’è Posta per te’ per una sorpresa a nonna Fina da parte dei nipoti. Già dalla clip introduttiva, è evidente che non si possa nominare ‘Sandokan’, la fiction di immenso successo di cui è protagonista su Rai 1. Perciò lo sentiamo raccontare di come abbia imparato a combattere con le spade e a cavalcare. Ma senza una motivazione precisa. Così, paiono solo suoi nuovi passatempi. Alla signora Fina, il nostro rifila un peluche a forma di leoncino (poi tirerà fuori un assegno per lei dal posteriore del pupazzo, ndr) e un accrocchio di amuleti portafortuna da lui stesso indossati ‘sul set della mia nuova serie che spero ti piacerà!”. Aridaje, mai dire ’Sandokan’!
Manuel era ‘solo a sei scalini’ dalla vicina di casa. Sarà inciampato? voto 0
‘Questa è la storia di un amore interrotto’, annuncia Maria De Filippi e (presumiamo) milioni di italiani prendono i pop corn. Arriva Manuel, 25 anni, vuole riconquistare la fidanzata Assia con cui sta da quando andavano alle superiori. È stato il padre a contattare la redazione del programma perché vedeva soffrire troppo il figlio. Figlio che però non ‘soffriva’ poi tanto quando ha deciso di iniziare una tresca con la vicina di casa che ‘stava solo a sei scalini da me’. Cos’è questo dettaglio? Vuole forse farci credere d’essere inciampato?! ‘Ha proprio la faccia da schiaffi’, commenta Maria De Filippi come per scusarlo agli occhi di Assia, la compagna tradita che non sa se riprenderselo perché di lui non si fida più. ‘L’inciampo’ in questione, infatti, è andato avanti per diversi mesi (Manuel sostiene quattro, la controparte rivela invece che l’intrallazzo sarebbe durato molto di più). Manuel ha portato l’altra al mare, ci è andato a cena più volte con un’altra coppia, è riuscito a vivere due relazioni in parallelo per gran tempo senza farsi scoprire. Fino a che un ‘profilo finto’ sui social ha avvisato Assia del tradimento, con dovizia di particolari, aggiungendo anche di recarsi subito a casa dell’amato, per coglierlo sul fatto. La ragazza esegue e, una volta lì, gli grida ‘Fai schifo’ e gli tira due ceffoni, prima di lasciarselo alle spalle mentre il fedifrago ancora balbettava: “Ma non è come sembra: stavo soltanto parlando con un’amica!”. Come tenerselo ancora appresso, questo qui? Secondo Maria De Filippi sarebbe perfino possibile, a patto che Assia sviluppi una propria ‘autonomia’, ossia una vita sociale che vada all’infuori di lui, pure per verificare se è davvero Manuel la persona con cui vuole stare per sempre – e se proprio non ci sia in giro nulla di meglio. Assia, quindi, apre la busta. Dispiace. Dispiace perché son corna. E fioriranno.