Musetti non riesce a spezzare il tabù della vittoria

(Gaia Piccardi) Neanche Hong Kong è la volta buona. La settima finale persa consecutiva tiene Lorenzo Musetti a digiuno stretto, un problema al braccio e la buona vena di Alexander Bublik mandano il kazako in paradiso ed è una grande occasione persa: il trionfo nell’Atp 250 di Hong Kong avrebbe legittimato la nuova classifica dell’azzurro, numero 5 da lunedì, e gli avrebbe dato il morale per affrontare l’Australian Open, al via domenica prossima, nella manciata dei grandi favoriti. 

Nulla è perduto, naturalmente; anzi, il meglio deve ancora arrivare. Però Musetti non riesce a spezzare il tabù della vittoria, che manca dal 2022, da addirittura 1176 giorni.
C’è una prima palla break sul 4-4, ce n’è una seconda sul 5-5, grazie a un doppio fallo di Bublik: il kazako la cancella con il terzo ace del game, il sesto dell’incontro. Al cambio di campo entra il medico, parlotta con Lorenzo che gli indica il braccio destro, gli allunga una pastiglia. C’è un problema di rigidità, forse di dolore che si irradia quando la racchetta dell’azzurro impatta la palla. Nel tie break che decide il primo set, Musetti è certamente contratto. Quella vecchia volpe di Bublik sale di livello: ace, rasoiate vincenti di rovescio… Il problema adesso è stargli dietro in condizioni fisiche imperfette. Il toscano, infatti, si disunisce: con un serve and volley infelice, indotto dall’urgenza di accorciare il punto, offre il mini break al rivale (4-2), un dritto sul nastro apre la crepa (5-2), poi il punto del 6-2 Kazakistan è bellissimo, contiene tutto il repertorio dei due talenti. Con la combinazione servizio-smash, Bublik chiude 7-2 (7-6) in 48’.

E adesso sono guai. L’inizio del secondo set è un incubo. Con un doppio fallo Lorenzo si offre all’avversario, che si fa autogol e spreca l’occasione di fuga. Ma la coglie immediatamente dopo: break a zero su Musetti, 2-1. Quando pensi che sia finita, ecco la reazione del nuovo numero 5 del mondo. Controbreak, l’Italia è ancora in corsa. Il fisioterapista massaggia il braccio dell’azzurro, si cerca di sciogliere le tensioni (mentali?) che lo attanagliano. Musetti torna a colpire con più sicurezza, sembra recuperato ma Bublik cambia marcia, comincia a dipingere le righe del campo con la svagata leggerezza che lo contraddistingue. Fa il break, 4-2, veleggia verso il traguardo. Ormai l’inerzia di questo match non è più recuperabile. Vince Bublik 7-6, 6-3, nono titolo della carriera, il quinto in otto mesi che lo proietta, a 28 anni, nei top 10. Il kazako è commosso, Lorenzo palesemente deluso. E’ sempre tutto dannatamente difficile per il ragazzo che ha più tennis nel braccio di tutti. Il paradosso musettiano.