© Sirotti



La stagione 2026 non vedrà ai blocchi di partenza Amund Grøndahl Jansen. In forza nell’ultima annata alla squadra Uno-X Mobility, il norvegese era stato rilasciato sul finire dello scorso ottobre, dopo il solo 2025 dunque speso tra le fila del team del suo Paese. Nei giorni scorsi, con un video postato sul proprio profilo Instagram in cui lo si vede impegnato con gli sci in altura, il 31enne ha comunicato di aver appeso la bici al chiodo. La didascalia “cose che non potevi fare da ciclista professionista” accompagna inequivocabilmente e con simpatia le spettacolari immagini.

A pregiudicare per Grøndahl Jansen non solo la breve storia con la Uno-X, ma anche altri momenti di carriera antecedenti, sono stati una serie di pesanti e alle volte recidivi infortuni. L’impegno in precedenza con la Jayco-AlUla (iniziato nel 2021 con l’allora BikeExchange) era stato fortemente segnato da un problema con l’arteria femorale, che lo aveva costretto a finire più volte sotto i ferri, facendo così parte della sempre più lunga lista di corridori che hanno sofferto di questa patologia. Nella formazione australiana aveva ritrovato il velocista olandese Dylan Groenewegen, suo compagno di squadra per diverse annate nella ex Jumbo-Visma, team con il quale era passato professionista nel 2017.

Qui, nei tre Tour de France precedenti al cambio casacca, aveva fatto parte del forte treno giallonero al servizio del classe 1993, dimostrandosi sempre un gregario affidabile, così come fatto in favore dei vari leader, come Primož Roglič. Tra i successi personali invece messi in bacheca dal ciclista scandinavo figura la prova in linea ai Campionati norvegesi del 2019, che ha fatto seguito, a poco più di una settimana di distanza, alla terza tappa dello ZLM Tour nei Paesi Bassi, unico altro trionfo della sua carriera, votata soprattutto al lavoro per i compagni.

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