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Ludovico Tersigni è scomparso dai radar da tempo. Dal 2021, da “X-Factor”, nel ruolo che era stato di Alessandro Cattelan. Una scelta racconta a Specchio che lo ha ritrovato scultore. E oggi è protagonista di una collettiva di giovani artisti alla Galleria Emmeotto di Roma e di una personale, “Luz. Viaggio verso la redenzione” alla MiArt Gallery di Milano.

Cosa fa oggi

Cosa è successo Ludovico Tersigni? A domanda, risposta: «A una serie di coincidenze dovute a pressioni lavorative si è aggiunto il Covid. Mi sono trovato a riflettere: stavo correndo a vuoto, dove non sapevo neppure io. Non che quello che stavo facendo non mi piacesse,ma ero arrivato al limite: sentivo una forza che mi spingeva da un’altra parte rispetto a quello che stavo vivendo. Ho deciso di seguire quell’onda».

Tutta colpa della troppa pressione che colpisce questa nuova generazione di giovani. «È accaduto anche ad altri, proprio della mia generazione. In un’età in cui avresti bisogno di dedicarti maggiormente a te stesso, non ci riesci più, e allora ti senti perso».

X Factor

A Specchio ricorda che fino dalle scuole elementari amava recitare.

L’ha sempre fatto. «Adoravo recitare: condividere con altre persone il tempo di una sera della tua vita era una bellissima sensazione. Che però ho perso passando davanti alla macchina da presa. L’avrei riprovata a “X-Factor”, che infatti è un’esperienza che ricordo con molto piacere». Ma da lì è sparito. «A 18 anni avevo iniziato a conoscere la pazienza del set: ore e ore ad attendere di fare qualcosa che dura pochi minuti. A 25 anni volevo riprendere il tempo che avevo lasciato in camerino. Sfruttavo quei vuoti leggendo, ma la lettura non basta per riempirli se la tua indole è attiva e creativa».

La scultura

E così si è messo a fare lo scultore. «Con un papà pittore e un nonno restauratore, era abbastanza naturale: le mie prime sculture precedono la mia pausa da attore. Solamente non lo dicevo in giro. L’artista e l’attore si sono sempre affiancati».

Ma Ludovico tornerà a fare l’attore? «La porta per nuove proposte è aperta: quando una cosa inizi a farla fin da bambino ti si insinua nel profondo e non puoi più sradicarla. Il rifiuto non è per il mestiere ma per le dinamiche che lo circondano».


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