In meno di 24 ore la raccolta fondi avviata dai colleghi di Gabriele Bove ha raggiunto 60mila euro. L’obiettivo è permettere al padre di Leonardo, il ragazzo milanese di 16 anni ferito nel rogo di Capodanno a Crans-Montana, di restare accanto al figlio ricoverato all’ospedale di Zurigo.
Membrane dalla pelle dei pesci e tessuto autologo: ma guarire è un calvario“Regaliamo a Gabriele la libertà di stare con Leonardo”
“Gabriele è per molti di noi un collega, ma soprattutto un amico. Un uomo straordinario, instancabile, sempre leale, onesto e generoso. Ci sono poche persone come lui, così dedite al lavoro. Un lavoro, il nostro, che spesso – come sappiamo per esperienza diretta – ci costringe a scegliere tra il “portare a casa la pagnotta” o riservare tempo alla famiglia. In questo momento vorremmo regalare al nostro Gabriele la libertà di non dover decidere tra lavoro e affetti, dandogli la tranquillità per poter stare vicino a Leonardo per tutto il tempo che sarà necessario. Gabriele ha riempito le nostre giornate (lavorative e non) con il suo sorriso contagioso e la sua gentilezza. È ora il nostro turno di fare qualcosa di speciale per lui”, viene scritto nella presentazione del crowdfunding.
Parallelamente sono attive altre due raccolte, una sempre per Leonardo Bove e una per Kean Kaizer Talingdan, compagno di classe ferito nello stesso incendio e ricoverato al Niguarda. Le iniziative sono state promosse dalle rispettive società calcistiche, Franco Scarioni 1925 ed Enotria. La raccolta su GoFundMe per Gabriele Bove, lavoratore precario nel settore cinematografico, serve a coprire le spese di soggiorno a Zurigo, città costosa, e a consentirgli di restare accanto al figlio senza dover tornare subito al lavoro. Le donazioni, circa 900, variano da pochi euro a somme più alte, anche anonime.
Tra i donatori anche Caterina Balivo
Tra i donatori c’è anche Caterina Balivo, che ha versato 2.000 euro. La conduttrice, che conosce Bove per aver lavorato con lui a “Detto Fatto”, ha rilanciato la raccolta su Instagram invitando a contribuire. Dopo la diffusione della notizia, lo chef Federico Finessi, titolare del ristorante Il Tartufo a Zurigo, si è offerto di ospitare i genitori di Leonardo e di fornire loro vitto e alloggio durante il periodo di degenza del figlio.