Il punto serale sulle notizie del giorno
Iscriviti e ricevi le notizie via email

Andreas Muller perde le staffe. Il ballerino, con un reel pubblicato su Instagram, ha deciso di fare chiarezza sulle scelte importanti della sua vita, spesso oggetto di critiche sui social. E lo fa lanciando un messaggio volutamente provocatorio: «Sono dichiaratamente omosessuale, ma ho sposato Veronica Peparini per vincere Amici, aprire il mio negozio e comprarci l’attico, ma soprattutto per ereditare tutti i suoi soldi».


APPROFONDIMENTI

Cosa c’è dietro lo sfogo di Andreas Muller?

Si tratta naturalmente di un’affermazione polemica, volta a scherire le critiche ricevute sui social.

Questo il discorso di Andreas Muller: «Non è da me essere maleducato sui social e soprattutto fare questo tipo di contenuti, ma è arrivato il momento di dare delle spiegazioni. Andiamo in ordine, ho vinto Amici grazie a Veronica Peparini, ma credo non abbia mai avuto questo tipo di potere. Ritengo poi che la mia vittoria sia avvenuta sotto gli occhi di tutti. Mi accollo il titolo di raccomandato, ma è una c****ta».

Andreas Muller si sofferma poi sul suo matrimonio con l’insegnante di danza di Amici e sulle loro due bambine: «Io e Veronica ci amiamo. È una colpa se mi sono innamorato della vecchia, di quella che sembra mia nonna, come dite voi? Cosa più importante, con Veronica ho avuto le mie due figlie, Ginevra e Penelope, che a detta vostra sono oscene, brutte, hanno dei problemi e non si possono guardare. Capisco le critiche al personaggio ma se arrivate a parlar male di due bambine, siete rovinati».

Il 29enne italo-tedesco ha spiegato inoltre di aver aperto la sua attività commerciale a Roma con risparmi propri e di non aver mai ricevuto soldi da nessuno. Questa la conclusione del suo sfogo: «La verità è che avete una vita talmente vuota, che per eccitarvi e avere un senso dovete per forza screditare gli altri, facendo del male. Il mio consiglio è d’avere le spalle larghe e rendersi forti nella vita, perché se fosse stato per tutto quello che dicono di me, mi sarei dovuto buttare di sotto».


© RIPRODUZIONE RISERVATA