Sarà un programma piuttosto intenso quello che Jasper Stuyven affronterà nel 2026. Il belga, appena trasferitosi alla Soudal Quick-Step dopo aver corso per dodici anni con la Lidl-Trek, ha infatti in calendario non solo l’intensa campagna delle classiche del Nord, dove sarà una delle punte della squadra per provare a ottenere risultati importanti, ma anche due Grandi Giri. Il 33enne inizierà la propria stagione con la Volta ao Algarve (18-22 febbraio) per poi spostarsi sulle strade di casa e correre il weekend di apertura del calendario belga, composto da Omloop Nieuwsblad (28 febbraio) e Kuurne-Bruxelles-Kuurne (1° marzo), gare che è già stato in grado di conquistare in carriera.

In seguito, Stuyven parteciperà alla Parigi-Nizza (8-15 marzo) prima di iniziare la campagna delle classiche con la Milano-Sanremo (21 marzo), da lui vinta nel 2021. In programma ci saranno poi E3 Saxo Classic (27 marzo), In Flanders Fields (29 marzo), Giro delle Fiandre (5 aprile) e Parigi-Roubaix (12 aprile), dopo la quale il belga non avrà molto tempo per rifiatare dato che sarà poi impegnato al Giro d’Italia (8-31 maggio). Alla Corsa Rosa l’obiettivo sarà quello di andare a caccia di un successo di tappa, ma il 33enne avrà anche il compito di dare una mano nel treno per le volate, stesso doppio ruolo che ricoprirà poi al Tour de France (4-26 luglio).

Le classiche sono ovviamente un obiettivo importante per la prima parte della stagione e spero di raggiungere i miei obiettivi, realizzare i miei sogni e lottare per il podio, ma anche per la vittoria, nelle gare più importanti – ha dichiarato Stuyven – Naturalmente, abbiamo alcuni forti velocisti in squadra e mi piacerebbe dare loro il mio aiuto e la mia esperienza, che va dalle tappe alla Tirreno e alla Parigi-Nizza alle vittorie di tappa nei Grandi Giri. E ho questa ambizione per me stesso, di continuare a provare a vincere le tappe dei Grandi Giri“.

Tra le corse del Nord, ce n’è una in particolare che il belga sogna di vincere tra gli élite dopo averla già conquistata da juniores: “La mia classica su pavé preferita è la Parigi-Roubaix. Anche se sono belga non dico il Giro delle Fiandre, ma c’è una semplice ragione per questo. Perché da junior sono stato campione del mondo e, non so se sia ancora così, ma all’epoca la Roubaix di categoria si svolgeva la stessa mattina della corsa élite. Essendo belga e indossando la maglia iridata, potevi correre su quei tratti di pavé con molti spettatori e, ovviamente, ci sono molti belgi su quelle strade, quindi il tifo che ho ricevuto e la vittoria nel velodromo sono stati, per un diciottenne, piuttosto travolgenti. E penso che sia per questo che l’amore per la Roubaix è più grande di quello per il Fiandre o qualsiasi altra classica del pavé”.