LECCE – Il calcio è pieno zeppo di episodi, ma non tutti hanno lo stesso peso. Che ne sarebbe stato, per esempio, del risultato finale della gara tra Lecce e Parma se il tiro di Maleh al 34’ si fosse insaccato in porta invece di rimbalzare sul palo?
I rimpianti, tuttavia, se li porta il via il vento gelido che oltre 20mila spettatori hanno sfidato per essere vicini alla propria squadra in uno scontro diretto molto delicato per le sorti del campionato, mentre restano le conseguenze dolorose del fallo di cui si è reso protagonista Banda, al minuto 55 di una partita che i padroni di casa stavano vincendo per 1 a 0 grazie al gol al primo minuto di Stulic, bravo a controllare un passaggio dello zambiano e girare perentoriamente in rete.
L’esterno offensivo, 35 secondi dopo aver fallito una buona opportunità su assistenza di N’Dri, che aveva appena preso il posto di Pierotti, è entrato in maniera scriteriata sul capitano del Parma, Delprato, davanti alla panchina di Di Francesco. La decisione iniziale dell’arbitro Marinelli è stata quella di ammonire il calciatore del Lecce, ma l’intervento del Var, doveroso, ha dirottato il direttore di gara al monitor: l’inasprimento della sanzione è diventata, allora, una conseguenza inevitabile per un gesto grave quanto inutile.
Bernabé vuol dire qualità
La squadra giallorossa, che fino a quel momento non aveva corso particolari pericoli se non una volta su conclusione di Oristanio, respinta da Gaspar, si è così praticamente consegnata alla superiorità tecnica e anche atletica dei ducali che hanno prima colto la traversa con un bolide di Bernabé, quindi pareggiato al minuto 64 grazie a un autogol di Tiago Gabriel proprio su cross del numero 10 del Parma e, infine, completato il sorpasso con il colpo di testa di Pellegrino, al 73’: nella circostanza l’ariete della formazione di Cuesta è marcato da Kaba, ma l’argentino riesce a prendere posizione molto bene per ricevere il cross telecomandato da Bernabé – e chi se non lui? -, uno che al pallone dà sempre del tu, anche con il vento forte.
Ritrovatosi in svantaggio e con i nervi a fior di pelle, il Lecce s’è affidato alla forza della disperazione. Di Francesco, che subito dopo il gol dell’1 a 1 aveva richiamato Stulic – ritenuto il più sacrificabile – per inserire Gallo e schierare Ndaba come terzo marcatore, ha affidato a N’Dri l’ingrato ruolo della punta centrale e poi ha inserito Sottil e Gandelman, oltre a Coulibaly, per cercare di ridare alla sua squadra una qualche velleità in chiave offensiva. Un paio di azioni interessanti i salentini le hanno pure impostate, vanificandole però con l’ultima scelta, tra il disappunto del pubblico.
Gaspar completa la crisi isterica
Al 92’, con quattro minuti di recupero ancora di giocare, è maturato il secondo atto della crisi isterica del Lecce: Gaspar scalcia due volte su Pellegrino, caduto maliziosamente sul pallone dopo un contatto giudicato regolare dal direttore di gara. Il secondo tentativo di sottrarre la sfera all’avversario arriva quando Marinelli ha già accordato il calcio di punizione a favore dei salentini: un gesto gratuito che porta al rosso diretto.
Terza sconfitta nelle ultime quattro uscite, con un solo punto all’attivo, e un calendario che nell’immediato futuro riserva ancora a Falcone e compagni prima la doppia trasferta milanese con l’Inter (recupero della 16esima giornata) e il Milan, poi la sfida alla Lazio, in casa: per il Lecce, si sapeva, gennaio sarebbe stato un mese molto complicato, ma la sconfitta nello scontro diretto con i ducali lascia una scia di amarezza e frustrazione molto difficili da digerire. Dopo 19 giornate effettivamente disputate, i punti restano 17: la forza di gravità della classifica inizia a farsi sentire.
Il tabellino di Lecce-Parma 1 a 2
LECCE (4-4-2): Falcone (cap.); Veiga, Gaspar, Tiago Gabriel, Ndaba (77’ Sottil); Pierotti (54’ N’Dri), Ramadani (77’ Coulibaly), Maleh (77’ Gandelman), Banda; Kaba, Stulic (65’ Gallo). Allenatore: Di Francesco
PARMA (4-3-3): Corvi; Delprato (cap.), Circati, Valenti, Valeri; Bernabé (Ordoñez), Keita (63’ Estésvez), Sorensen; Oristanio (85’ Britschgi), Pellegrino, Ondrejka (80’ Benedyczak). Allenatore: Cuesta
Marcatori: 1’ Stulic, 64’ autogol Tiago Gabriel, 73’ Pellegrino
Ammoniti: 23’ Pierotti, 56’ Ramadani, 62’ Kaba, 69’ Delprato
Espulso: 57’ Banda, 90+2 Gaspar
Arbitro: Marinelli; assistenti: Bindoni e Tegoni; quarto ufficiale: Zufferli; Var: Marini; assistente Var: Mariani
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