Quanto valgono le partecipazioni di controllo e di minoranza nell’analisi dell’Osservatorio Finanziario Comar diretto da Massimo Rossi

Lo Stato ha un tesoro da quasi 100 miliardi di euro in Borsa. Al 1° gennaio di quest’anno il valore delle sue azioni nelle 14 partecipate pubbliche presenti a Piazza Affari ammontava precisamente a 97,8 miliardi, secondo un’analisi dell’Osservatorio Finanziario Comar diretto da Massimo Rossi.

Le quote

Le quote più «preziose» detenute dal Ministero delle Finanze (direttamente o tramite Cassa Depositi e Prestiti) sono il 23,6% in Enel (21,2 miliardi), il 64,3% di Poste Italiane (18 miliardi), il 31,8% di Eni (16,1 miliardi) e il 30,2% di Leonardo (8,5 miliardi). Nell’elenco figurano poi in ordine decrescente di valore le quote in Snam, Terna, Fincantieri, Stmicroelectronics, Italgas, Saipem, Banca Monte dei Paschi di Siena, Enav, RaiWay e Trevi Finanziaria Industriale.



















































L’ammontare 

Nell’insieme la capitalizzazione delle 14 pubbliche partecipate ammonta a 307,1 miliardi, pari al 29,1% dell’intero valore di Borsa Italiana (1051,9 miliardi). Il loro peso sul listino è aumentato dal momento che la loro capitalizzazione è cresciuta del 38,7% nell’ultimo anno (cioè di 85,7 miliardi) mentre il listino è salito «soltanto» del 29,7% (di 241,3 miliardi). Attualmente, cinque delle prime 10 società quotate in Italia sono partecipate statali: Enel (terza), Eni (sesta), Leonardo (settima), Poste Italiane (ottava), Banca Mps (nona).

I vertici a scadenza

Il 2026 sarà un anno decisivo per molte di loro. Da un lato, infatti, con l’approvazione del prossimo bilancio i vertici di alcune delle più rilevanti partecipanti — tra cui Enel, Eni, Poste, Leonardo e Terna — andranno a scadenza, con la linea della continuità che dovrebbe prevalere, quantomeno per gli amministratori delegati. Dall’altro, quest’anno il ministero dell’Economia potrebbe riprendere in mano il piano delle privatizzazioni da circa 20 miliardi varato nel 2024, in parte attingendo al «tesoretto» delle società quotate e in parte rimpinguandolo con la possibile quotazione della Zecca dello Stato.

La cessione della quota in Mps

Così, per esempio, nella conferenza stampa di venerdì, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha aperto alla cessione del 4,8% di Mps (1,3 miliardi), pur precisando che «non c’è fretta». Sul mercato si parla poi da tempo della possibile discesa del Mef nel capitale di Enav, la società che gestisce il traffico aereo civile in Italia ed è attualmente controllata dallo Stato al 53,3%.

11 gennaio 2026 ( modifica il 11 gennaio 2026 | 16:16)