I farmaci per perdere peso a prezzo calmierato. Per il 2026 Palazzo Lombardia dichiara guerra all’obesità e sceglie di sovvenzionare l’acquisto, da parte dei cittadini, dei farmaci che consentono, con iniezioni periodiche, di ridurre il senso della fame e perdere peso. Medicinali che, oggi, non possono essere prescritti a carico del servizio sanitario pubblico, e che quindi chi è obeso o sovrappeso, paga interamente di tasca propria, con costi che vanno dai 250 ai 300 euro al mese (se non di più).

In gergo, si chiamano “farmaci agonisti del recettore GLP-1”, le cui molecole più note sono semaglutide e liraglutide. Che, iniettati (con dosi variabili) una volta a settimana, consentono di ridurre la fame e perdere peso. Nati inizialmente come farmaci per curare il diabete, negli ultimi anni sono sempre più utilizzati da chi ha problemi con la bilancia: uno dei più noti, a livello commerciale, è l’Ozempic, del quale negli anni scorsi si è registrata una carenza a livello non solo nazionale ma mondiale proprio perché, dopo essere nato come farmaco anti-diabete, ha iniziato a essere impiegato sempre più spesso contro i chili di troppo. Facendo sì che la produzione non riuscisse più a stare dietro alle richieste del mercato, e che il farmaco progressivamente sparisse dagli scaffali delle farmacie.

Oggi oltre l’Ozempic tra i più noti, a livello commerciale, vi sono il Saxenda e il Wegovy, introdotto nel 2024: secondo i dati di Federfarma Lombardia (sulla base delle elaborazioni della società Newline), solo per quanto riguarda il Wegovy (il più recente tra quelli entrati in commercio) nel 2024 in Lombardia sono state vendute 40.600 confezioni, a cui se ne aggiungono altre 35.800 solo nei primi quattro mesi del 2025. Per quanto il Saxenda – che ha aumentato moltissimo le vendite tra il 2022 e il 2024 – l’anno scorso in tutta la regione sono state vendute 35.200 confezioni, a cui se ne sommano altre 4.100 nei primi 4 mesi del 2025 4.100 confezioni.Un vero e proprio boom, insomma. Con costi economici non da poco.

Di qui, la manovra della Regione, che con le nuove regole per la sanità lombarda del 2026, ha deciso di affidare ad Aria, la partecipata regionale che si occupa di appalti e acquisti, il compito di stipulare una convenzione per “l’approvvigionamento di farmaci che permetta ai cittadini un acquisto a prezzo calmierato degli stessi tramite il meccanismo del co-pagamento”. In pratica, permettere l’acquisto del farmaco a prezzo calmierato. Con l’idea poi di arrivare a “modalità di accesso a prezzo ulteriormente calmierato ovvero gratuito per le persone con elevata fragilità sociale e impossibilità di accesso al farmaco”. L’idea è quella di fare prevenzione, visto che in questo modo si potranno “contrastare le patologie che hanno tra i determinanti l’obesità e il sovrappeso” nonché “diminuire il burden di patologie nel prossimo futuro e garantire quindi la sostenibilità del sistema sanitario regionale”.