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«Cara stampa italiana, da sempre la stampa turca è cattiva con me, ma non è una novità! Però voi no! Per favore non fate anche voi l’errore di fare copy paste delle notizie che arrivano dal Bosforo». Lo scrive su Instagram Can Yaman, postando una foto con il Colosseo sullo sfondo, dopo stato arrestato e rilasciato ieri a Istanbul nell’ambito di un’operazione antidroga. «Ma vi pare che vado in giro nei locali con delle sostanze in un periodo dove la polizia fa indagini a tappeto arrestando molte persone famose? – afferma -. Se fosse stato minimamente vero, non sarei stato rilasciato in cosi poco tempo e in grado di tornare in Italia il giorno dopo. Vi voglio bene».
APPROFONDIMENTI
La vicenda
L’operazione del dipartimento anti droga di Istanbul è scattata dopo la mezzanotte di venerdì sera, in alcuni dei night club più esclusivi della città sul Bosforo, a quell’ora stipati di clienti.
Tra i vip finiti in manette c’è anche Can Yaman, modello e attore turco di 37 anni molto noto anche al pubblico italiano per avere recitato in popolari serie televisive, come il recente remake di ‘Sandokan’. Yaman è stato fermato, e ieri in serata dopo poche ore è stato rilasciato, nella discoteca Ruby di Ortakoy, un quartiere affacciato sul Bosforo sulla sponda europea di Istanbul. L’attore non era indagato e su di lui non pendeva alcun mandato d’arresto, ad incastrarlo sarebbe stata una soffiata. Qualcuno avrebbe segnalato un presunto uso di droghe da parte del Sandokan italiano e durante la retata, secondo quanto ha riferito il quotidiano Hurriyet, sarebbe stato trovato in possesso di sostanze stupefacenti e quindi arrestato. Le operazioni si sono svolte in nove night club di Istanbul, tra cui il popolare Klein Phonix e il Bebek Hotel, e hanno portato alla messa in custodia anche dell’attrice Selen Gorguzel, dell’ex presentatrice televisiva Nilufer Batur Tokgoz, di YouTuber e gestori di alcuni locali. Sono in tutto sette le persone finite in manette durante le perquisizioni nei vari locali, effettuate nell’ambito di un’inchiesta della procura di Istanbul. Tra le accuse su cui si basa l’indagine ci sono «possesso di droghe o stimolanti per uso personale», «agevolazione dell’uso di droghe» e «incoraggiamento di una persona alla prostituzione, facilitazione di tale pratica o mediazione o fornitura di un luogo per la prostituzione».
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