PROFESSIONISTI | 11/01/2026 | 08:20
di Francesca Monzone
Paul Magnier è uno dei corridori più attesi per questa stagione. Il ventunenne francese della Soudal-Quick Step ha centrato ben 24 successi nelle prime due stagioni da professionista, ha allungato il contratto sino al 2029 e, accompagnato dal destino di diventare il nuovo Boonen nella squadra simbolo del Belgio, si comporta quasi da una piccola star. Alla vigilia del media day, Magnier si è presentato con un taglio di capelli speciale. «Devo fare bella figura per la stampa, no?». E durante il servizio fotografico si è avvicinato scherzosamente all’obiettivo.
I compagni di squadra hanno un ottimo rapporto con lui e durante la conferenza hanno espresso il loro pensiero sul giovane francese. Tra questi c’è Stuyven che, dopo 12 stagioni con il gruppo di Guercilena (Trek-Segafredo e Lidl-Trek), ha firmato un triennale con la Soudal-Quick-Step: «Magnier leader? È ancora troppo gentile e disinvolto». Vervaeke: «La sua giovinezza è contagiosa. È un toccasana per l’atmosfera». Keisse: «Paul può sicuramente diventare il nuovo Boonen. Come velocista, è persino più veloce di Tom, che faceva più affidamento sulla potenza. Paul è anche più leggero, il che può essere utile nelle classiche».
Da parte sua il francese Magnier, che debutterà il 25 gennaio alla Classica Valenciana, spiega: «Per quanto riguarda le classiche, quest’anno correrò Omloop, Milano-Sanremo, Gand-Wevelgem e Attraverso le Fiandre. Ho scelto le classiche sul pavé che Van der Poel e Pogacar non corrono. So che il pubblico francese è impaziente di vedermi al Tour, ma non voglio correre solo per partecipare. Voglio correre per vincere». In Italia lo vedremo anche alla Tirreno-Adriatico, prima del ritorno al Giro d’Italia: nel 2025 ha debuttato nella corsa rosa, è arrivato terzo nella tappa di Napoli vinta da Kaden Groves, e poi non ha preso il via della 16a tappa, quella di San Valentino.
Jurgen Forè, il Ceo della Soudal-Quick Step, ha detto: «Oltre al grande potenziale fisico, Magnier possiede anche talento e leadership. Sta a noi lasciare che Paul cresca, ma anche tenerlo con i piedi per terra. A lungo termine, dovrebbe essere in grado di vincere tappe del Tour e grandi classiche. Se avesse seguito il suo istinto l’anno scorso, avrebbe già vinto l’Omloop, ma prima vuole provare a concludere un Grande Giro e vincere tappe. Per quanto riguarda le classiche: lottare per la vittoria, ma non ancora nelle classiche Monumento. Non sarebbe realistico, e non è quello che ho promesso ai suoi genitori quando abbiamo recentemente prolungato il suo contratto fino alla fine del 2029».
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