di
Federica Nannetti
Teatro della violenta aggressione, iniziata con un inseguimento in via Zamboni: via de Rolandis. A rimanere a terra, incosciente e in fin di vita, un ragazzo di origine tunisina, aggredito da almeno sette o otto persone
Almeno cinque o sei fendenti all’addome e al volto, inferti con almeno due armi da taglio, di cui una potrebbe essere stato anche un machete. È finita così, in via de Rolandis, la violenta aggressione iniziata già in via Zamboni, in piena zona universitaria, con un inseguimento. A rimanere a terra, incosciente e in fin di vita, un ragazzo di 20 anni di origine tunisina, aggredito appunto da almeno sette o otto persone, probabilmente anch’esse nordafricane. Tutto è successo ieri sera, 10 gennaio: secondo quanto ricostruito fino a questo momento dai carabinieri, intervenuti insieme ai sanitari del 118 allertati da un passante, protagonisti dello scontro sarebbero due gruppi contrapposti, per un totale di almeno una decina di persone. Con ogni probabilità le due bande già si conoscevano e ieri sera potrebbero essere arrivate allo scontro per un regolamento di conti, forse nel contesto dello spaccio di stupefacenti (anche la vittima ha qualche precedente per droga). È questa una delle ipotesi degli inquirenti (dopo il primo intervento del Radiomobile, ora procedono la compagnia di Bologna Centro e il nucleo Investigativo), che tuttavia continueranno a indagare per fare chiarezza sulle dinamiche e sul movente dell’aggressione. Non è del tutto chiaro, per esempio, se si sia trattato di uno scontro tra bande o di una spedizione punitiva mirata, se il giovane ferito fosse proprio il destinatario dell’aggressione e se sia stato l’unico atterrato nella colluttazione. Chi ha assistito alla scena avrebbe parlato di diverse persone contro uno solo a terra e di un inseguimento precedente iniziato con coltelli alla mano già in via Zamboni.
Si procede per tentato omicidio
Dopo l’aggressione, i responsabili hanno fatto perdere le proprie tracce, dunque le indagini, sia tramite la visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza sia con le testimonianze di conoscenti e testimoni, proseguiranno anche per identificare e rintracciare gli autori. Si procede per tentato omicidio. Stando a quando emerso fino a questo momento, la vittima non sarebbe stata da sola, ma in compagnia di altri membri del proprio gruppetto, che al pari di tutti gli altri si sono comunque dati alla fuga prima dell’arrivo degli uomini dell’Arma. A terra è stato trovato solo il 20enne, incosciente e con una lama ancora conficcata in corpo; accanto a lui due manici di coltelli, che ora verranno analizzati. Sul posto anche la sezione Investigazioni scientifiche. Da qui la convinzione degli inquirenti di un accoltellamento con almeno due armi, che si sono spezzate a causa della violenza sferrata.
Il giovane è in pericolo di vita
A causa delle profonde e gravi ferite, la vittima è stata portata all’ospedale Maggiore in codice di massima gravità e in pericolo di vita, dove è subito stata sottoposta a un intervento d’urgenza. Ora si trova in prognosi riservata in rianimazione, ma le sue condizioni sembrerebbero stabili.
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11 gennaio 2026
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