Chi vuole vincere lo scudetto? Domanda lecita in tempi di scivoloni, punti persi, rimpianti e fughe soltanto annunciate. Dopo questa giornata le prime tre della classifica restano tutte in 4 punti e la Serie A dice che ancora non è il momento di un assolo. In questo quadro di occasioni sciupate, Inter e Napoli a San Siro si annullano e pareggiano 2-2: Chivu scopre per la prima volta in stagione l’ebbrezza del segno X, Conte invece diventa una furia a metà secondo tempo e vede il finale di partita dalle scalette dietro alla panchina. Nella notte di San Siro si inseguono gol e illusioni: Dimarco ha ribadito di essere il difensore più attaccante del campionato, Calhanoglu ha fatto i conti col passato e col dischetto sotto la Curva Nord e McTominay torna a essere il principe azzurro indiscusso di Partenope.
DIMARCO MODALITÀ ATTACCANTE – Zielinski, l’atteso ex, si fa rimpiangere in ogni modo e dopo nemmeno dieci minuti butta lui le fondamenta per il vantaggio interista. Ruba a centrocampo un pallone per il quale McTominay non lotta a sufficienza, innesca Lautaro il quale serve Thuram sulla corsa che a sua volta percepisce l’arrivo del treno giusto sulla sinistra. Dimarco ci ha preso gusto e la rasoiata di San Siro somiglia tanto a quella del Tardini. Defilato, chirurgico. Dal suo arrivo all’Inter nell’estate del 2021 nessun difensore ha segnato più gol di lui in campionato: 19. Insomma, Dimarco vede la porta quasi come un attaccante: in questa stagione è a quota 4 reti, le stesse di Bonny, meno solo di Lautaro, Thuram e Calhanoglu. I tenori dell’Inter, che domina il primo tempo contro la squadra dell’ex Conte, però non incidono nei primi 45 minuti e al Napoli – al 26′ – riesce il colpo con quel McTominay che forse voleva farsi perdonare lo svarione all’alba dell’azione del primo gol preso. L’asse è: Spinazzola-Elmas-McT. Il gol lo carica e gli ridà concentrazione e l’energia giusta per cercare anche il secondo quando, affamato, ruba un pallone a Barella che si addormenta a ridosso dell’area di rigore, porta via il bottino, calcia ma Sommer c’è. Anche l’Inter c’è, eccome. Gioca, costruisce, manda in crisi il Napoli che a tratti resta a guardare. Zielinski vuole il gol dell’ex ma quando ci prova colpisce Lautaro, poi Thuram sovrasta Juan Jesus e per poco non trova il suo sesto gol di testa della stagione. Milinkovic dice di no, poi Doveri manda tutti negli spogliatoi.
IL RIGORE E IL CONTE… ROSSO – A inizio ripresa, un pallone di Hojlund accarezza il palo e San Siro rimane col fiato sospeso. L’ex United sfiora il 2-1 dopo essere scappato via all’ex City Akanji che in Inghilterra aveva affrontato soltanto in una finale di FA Cup. Il duello tra i due è stata una costante per tutta la partita ma nel primo tempo il danese non ha avuto grande margine di manovra mentre nel secondo si è preso meglio tempi e spazi, complice un calo dello svizzero che fino ad ora non ha mai saltato una partita di campionato. Sempre lui si fa trovare impreparato anche su Di Lorenzo che gira di testa ma manda fuori. Altra svista poi sul cross di Politano che Hojlund non raccoglie. L’Inter tutta non gira più con i ritmi del primo tempo e dopo un’ora Chivu toglie Zielinski e inserisce Mkhitaryan. Ecco la svolta. E al 68′ l’episodio: check del Var per un possibile rigore per l’Inter per un fallo di Rrahmani proprio sull’armeno. Doveri lo rivede a bordocampo e assegna il penalty. Prima di permettere a Calhanoglu di fare i conti col proprio passato, Conte si fa espellere per proteste. È una furia e il faccia a faccia col quarto uomo è l’ultima immagine del suo Inter-Napoli.
I 5′ DI CALHA E IL 2-2 DI MCTOMINAY – È gol al minuto 73′. Il turco si ritrova davanti a Milinkovic, sullo stesso dischetto da dove aveva calciato (e sbagliato) sempre contro il Napoli il suo primo rigore in maglia Inter. Stavolta la storia cambia, e cambia anche la direzione di tiro. Destro alla sinistra del portiere, un bacio al palo interno e via dentro la rete. L’Inter torna in vantaggio, Conte toglie un difensore (Beukema) per un esterno (Lang). Dall’altra parte, Chivu vuole far entrare Pio ma il ragazzone col 94 aspetta a bordocampo ed è da lì che vede il 2-2 di McTominay. Male la marcatura di Bisseck, poi Barella si perde Lang – altro ingresso dalla panchina decisivo – e il pallone arriva allo scozzese, addetto alle repliche. Inter-Napoli però non finisce mai e il palo scheggiato da Mkhitaryan in pieno recupero chissà per quanto ancora se lo sognerà Chivu…