E alla fine il titolo arriva. Premio all’intuizione e all’ostinazione dei due Lorenzi d’Italia. Musetti e Sonego. Vincitori al super tie-break contro Andrey Rublev e Kharen Khachanov col punteggio di 64 26 10-1. Dopo le sconfitte patite due anni fa a Doha e l’anno scorso a Cincinnati, i due azzurri possono infine festeggiare. E il merito non è poco visti i rivali che avevano di fronte, affiatati e titolati, sia individualmente che in coppia e desiderosi di cogliere in doppio quelle soddisfazioni cui a squadre la Russia non può ambire da quattro anni a questa parte.
Prestazione orgogliosa ed imprevedibile quella dei nostri. Orgoglioso Musetti, uscito sconfitto nella finale in singolare contro Bublik un’ora prima del via e acciaccato al braccio; imprevedibile il piemontese, capace col suo atletismo e la sua imprevedibilità di ridare verve a un compagno che avrebbe potuto presentarsi comprensibilmente demoralizzato. Solidi nel primo set, costanti nelle percentuali, appena offuscati in un passaggio a vuoto nel secondo parziale costato loro la parità, ma infine spietati quando si è trattato di giocarsi il tutto per tutto al super tie-break.
E’ un bel risultato. Vincere aiuta a vincere. Vale per un movimento e ancor di più per gli atleti che lo compongono. E farlo a inizio stagione, quando tutto è ancora da compiersi, è il modo migliore per rivestire d’ottimismo i mesi a venire nonché l’antidoto ideale per mandar giù l’amarezza di un titolo appena svanito. Il futuro appare ancora gravido.