The Secret Agent ha vinto anche come miglior film internazionale battendo favoriti come Sentimental Value e Un Semplice Incidente del dissidente iraniano Jafar Panahi. Altri attori oltre a Moura, gia’ candidato per Narcos nel 2016, hanno vinto il loro primo Golden Globe: tra questi Timothée Chalamet per Marty Supreme, Jessie Buckley per Hamnet e Rose Byrne per If I Had Legs I’d Kick You. Chalamet era stato candidato gia’ quattro volte: “Mentirei se non dicessi che quelle memorie rendono questo momento piu’ dolce”, ha detto sul palco. Per il secondo anno consecutivo la Cbs aveva affidato la diretta a Nikki Glaser: oltre ai soliti attori (Sean Penn paragonato a “una borsa di pelle sexy”, DiCaprio preso in giro per le giovanissime fidanzate), hanno fatto le spese del suo monologo la battaglia tra Netflix e Paramount per la conquista della Warner, il Ministero della Giustizia per le censure sul caso Epstein (“il Golden Globe per il miglior editing”) e perfino la Cbs: “Il nuovo posto dove vedere news spazzatura”. Con discrezione, la politica ha avuto la sua parte sul tappeto rosso: aderendo a una campagna di mobilitazione, Jean Smart e Mark Ruffalo hanno indossato sull’abito da sera una spilletta con la scritta “Be Good” in omaggio a Renee Good, la donna uccisa a Minneapolis da un agente dell’Ice.