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(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Prima seduta della settimana in calo per le Borse europee, in scia al calo dei future a Wall Street innescato dall’escalation dello scontro fra il presidente americano Donald Trump e il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. Il dipartimento di Giustizia americano ha avviato un’indagine penale su Powell per la ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede della banca centrale a Washington. Così le Borse euroee si muovono attorno alla parità, in controtendenza l’Asia dove le Borse cinesi sono in rialzo, sostenute dai titoli tech (Tokyo invece è chiusa per festività).

Presidente Fed scuote testa mentre Trump afferma che costo ristrutturazione sede è troppo alto

Fed ancora nel mirino di Trump

Questa è anche la settimana dell’avvio della stagione delle trimestrali delle grandi banche statunitensi, da Goldman Sachs e JPMorgan Chase a Bank of America e Morgan Stanley. Oltreoceano è anche attesa una carrellata di dati macro, con il più importante che sarà l’inflazione di dicembre (martedì). «Gli analisti – si legge nel Market mover calendar di Mps – si attendono un dato in linea con quello precedente, che però potrebbe essere soggetto a revisione al rialzo visto che la raccolta dati dell’ultima lettura era ancora inficiata dal tema shutdown». Restano poi le incertezze sul fronte della politica commerciale, dopo che la Corte Suprema non si è pronunciata (venerdì scorso) sulla legalità dei dazi imposti dall’amministrazione Trump.

Nuovo record oro sopra 4.600 $, massimi per l’argento

L’oro tocca nuovi record e per la prima volta supera la soglia dei 4.600 dollari l’oncia. A dare nuovo slancio al metallo prezioso sono le incertezze geopolitiche e macroeconomiche e il nuovo attacco del presidente americano Donald Trump alla Federal Reserve. Il future dell’oro ha toccato un massimo di 4.600,33 dollari, per poi assestarsi a 4.588,80 dollari. Il contratto spot è arrivato fino a 4.469,49 dollari, per poi tornare a 4.582,31 dollari. Continua anche il rally dell’argento, che sfiora 85 dollari a un massimo di 84,6 dollari. “L’andamento dei metalli preziosi ricorda quante incertezze stiano affliggendo i mercati: la geopolitica, il dibattito sulla crescita/tassi e ora un premio di rischio istituzionale”, dicono gli esperti di Saxo Markets.

Dollaro sotto pressione dopo attacchi alla Fed, euro sale

Dopo il rafforzamento della settimana scorsa, il dollaro è sotto pressione dopo il nuovo attacco del presidente americano Donald Trump alla Federal Reserve. Al momento il dollaro cala nei confronti dell’euro (la moneta unica vale 1,1678 dollari, contro gli 1,1634 della chiusura precedente) e rispetto allo yen (il cross dollaro/yen è a 157,888 dai precedenti 157,90). Dollaro in discesa anche sulla sterlina (0,743 da 0,7464). Il dipartimento di Giustizia americano ha avviato un’indagine penale contro il numero uno della Fed, Jerome Powell, e questo “sposta la narrazione da aspetti procedurali e burocratici all’indipendenza e credibilità della Fed”, spiegano gli analisti di Saxo Markets, secondo cui “i mercati scontano un premio per il rischio istituzionale prima ancora di qualsiasi cambiamento politico effettivo”.

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Spread sotto minimi da 2009 a 64 punti

Andamento in calo per lo spread tra BTp e Bund che scende sotto ai minimi del 2009. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco apre la settimana attestandosi a 64 punti base (ai minimi dal 2009) dai 67 punti del closing precedente. In leggera flessione il rendimento del BTp decennale benchmark che viaggia al 3,49% dal 3,50% registrato in chiusura venerdì.