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Francesca Basso, corrispondente da Bruxelles
La presidente della Commissione Ue: «La Russia deve dimostrare di volere la pace. La sicurezza dell’Artico è di enorme importanza per noi ed è cruciale per la Nato»
Ucraina, Venezuela, Groenlandia, Medio Oriente, Mercosur. Guerra e pace. Provocazioni, tensioni esterne ed interne. L’attualità internazionale di inizio anno ha messo a dura prova l’unità dell’Unione europea. La volontà del presidente Donald Trump di acquisire il controllo della Groenlandia sta testando la tenuta dell’Europa. Manca ancora una dichiarazione a Ventisette su Nuuk.
Ma la posizione di Bruxelles è chiara e l’ha ribadita la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, parlando con un ristretto gruppo di media europei tra cui il Corriere: «La Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che riguardano la Danimarca e la Groenlandia. Nulla su di loro senza di loro».
Groenlandia
La presidente von der Leyen ha fatto il punto sui principali dossier di inizio anno. Groenlandia e Ucraina sono tra le priorità. Questa settimana il segretario di Stato Usa Marco Rubio incontrerà esponenti del governo danese e groenlandese. L’attenzione è alta, «la sicurezza dell’Artico è di enorme importanza per noi — ha spiegato —. Ed è, in modo cruciale, un tema per la Nato». L’isola dell’Artico non fa parte dell’Unione a differenza del Regno di Danimarca, Nuuk ne è uscita nel 1985. Ma l’Ue ha «un ottimo rapporto con la Groenlandia. Questo è importante. Stiamo investendo e accelerando il nostro lavoro lì».
Nel marzo 2024, prima del ritorno di Trump alla Casa Bianca, von der Leyen ha visitato l’isola e inaugurato l’apertura di un ufficio Ue. In quell’occasione annunciò accordi per quasi 100 milioni di euro. E «nella nostra proposta di bilancio (per il 2028-2034, ndr) abbiamo raddoppiato i finanziamenti, portandoli a circa 530 milioni — ha sottolineato — il che dimostra il nostro impegno per il partenariato e l’importanza della sicurezza artica». Ma Washington sarebbe disposta a spendere fino a 6 miliardi di dollari per convincere i groenlandesi.
Ucraina
Per l’Unione europea è fondamentare accelerare sul piano di pace in 20 punti discusso da Zelensky con Trump a fine dicembre. «In questa fase, i principi di base sono chiari — ha illustrato von der Leyen —: la prima linea di difesa sarà, ed è, costituita dalle forze armate ucraine» e sarà compito dell’Ue fare in modo che siano «ben equipaggiate».
La seconda linea è la Coalizione dei Volenterosi, composta da 35 Paesi, la maggior parte dei quali appartenenti all’Ue, oltre a Canada, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Turchia. «È molto positivo che gli americani siano coinvolti, in particolare nella verifica e nel monitoraggio, ma anche con una funzione di garanzia finale — ha proseguito —. A questo punto, le garanzie di sicurezza sul tavolo sono sostanziali, solide e ben definite».
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Le trattative stanno avanzando. «Il piano di pace e le garanzie di sicurezza sono il risultato di negoziati difficili — ha sottolineato — e di un intenso lavoro da parte degli ucraini, degli Stati Uniti, dell’Europa e della Coalizione dei Volenterosi». Adesso tocca a Mosca: «Ora la Russia deve dimostrare di essere interessata alla pace». C’è poi il capitolo ricostruzione una volta raggiunto il cessate il fuoco. La presidente ha spiegato che l’Ue sta lavorando a un «prosperity paper» che esamina ciò che dovrebbe essere fatto nel breve termine e nei prossimi dieci anni per rilanciare l’economia dell’Ucraina.
Difesa europea
Nel nuovo scenario globale, l’Ue deve accelerare nel costruire la propria difesa. Il 2025 è stato definito «storico» dalla presidente poiché «in un solo anno sono stati stanziati più fondi per la difesa rispetto ai dieci anni precedenti. E ci siamo mossi con rapidità». Fondamentale lo strumento Safe da 150 miliardi per gli appalti congiunti. «Ora disponiamo dei piani degli Stati membri — ha spiegato — e prevediamo di approvarne già la metà questa settimana».
Commercio
Finalmente gli Stati Ue hanno dato il via libera all’accordo di libero scambio con i Paesi del Mercosur. Per la presidente è il «segnale che, in questi tempi, è possibile fare affidamento gli uni sugli altri e avere un partenariato su un piano di parità, che rappresenta una vera situazione vantaggiosa per entrambe le parti». Il prossimo accordo a cui sta lavorando «intensamente» la Commissione è con l’India, dove si recherà a fine gennaio per il summit in programma: «È mia ambizione, così come di Narendra Modi, avere l’accordo pronto per la firma». Sono in corso i negoziati con l’Australia, imminenti quelli con gli Emirati Arabi Uniti.
Migrazione
La scorsa settimana von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Costa hanno visitato Giordania, Siria e Libano. Per l’Ue sono fondamentali la stabilità, la sicurezza e la prosperità nella regione. «Si tratta di gestire la migrazione — ha ammesso —, ma anche di partenariati autentici, basati su pacchetti finanziari e sulla creazione delle condizioni per gli investimenti», per sviluppare «la prosperità». La presidente ha quindi rivendicato i risultati sulla migrazione: «Nel 2025 gli arrivi irregolari sono diminuiti del 26%, dopo un calo del 37% nel 2024».
Digitale
Con la consueta cautela la presidente von der Leyen non ha fatto nomi ma si è detta «indignata dal fatto che una piattaforma tecnologica consenta agli utenti di spogliare digitalmente donne e bambini online. È un comportamento inconcepibile. E il danno causato da questi deepfake è molto reale». Nel mirino Grok, l’IA di Elon Musk. «Non esternalizzeremo la protezione dei minori e il consenso alla Silicon Valley. Se non agiranno loro, lo faremo noi», ha promesso. Parlare di minaccia sarebbe troppo.
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12 gennaio 2026 ( modifica il 12 gennaio 2026 | 09:02)
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