Negli ultimi anni ha pedalato con l’obiettivo di approdare nella massima categoria del ciclismo professionistico e, dopo un lungo percorso, Mattia Gaffuri può affermare con orgoglio di aver realizzato il suo grande sogno. A ventisei anni l’atleta di Erba, campione italiano Gravel 2025 con lo Swatt Club, è pronto ad iniziare la sua stagione tra le file del Team Picnic PostNL. Tuttobiciweb ha raggiunto telefonicamente Gaffuri a Calpe dove la formazione olandese ha radunato atleti e staff per il consueto training camp di inizio anno.

Mattia, come stai vivendo le prime settimane di questa nuova avventura?

«Con tanta emozione. Essere alla Picnic PostNL e in particolare in questi giorni in ritiro con i miei compagni è molto bello, quasi incredibile. Mi sembra di essere un po’ a scuola: ci sono tante cose da imparare e “processare”. Poi, devo essere onesto, il pensiero in questi giorni corre un po’ avanti e va agli impegni della stagione e alle gare che verranno. Sono giornate intense e bellissime».

Come è stata l’accoglienza di compagni e staff?

«Molto buona. Nel primo ritiro di dicembre ho avuto l’opportunità di conoscere tutti. Sono l’unico italiano in squadra e per me è tutto nuovo, devo ambientarmi e integrarmi ma sta andando tutto molto bene e sono sicuro che col tempo si creerà con tutti un bel legame. Ho percepito sin dai primi giorni una grande coesione, questo mi ha fatto molto piacere».

Abbiamo imparato a conoscerti come corridore ma è nota anche la tua attività da preparatore. Arrivando in un team come Picnic PostNL cosa hai potuto notare e cosa è cambiato sul piano degli allenamenti?

«La squadra è estremamente organizzata. In ogni “settore” ci sono degli esperti: dalla preparazione alla nutrizione, nulla è lasciato al caso e la professionalità è molto alta.  Rispetto al passato non devo pensare alle tabelle giorno per giorno, sono altre persone a farlo. Io devo lasciarmi guidare e solo “eseguire”. Onestamente agli inizi non è così semplice cambiare questo approccio perché ho passato anni a “affidarmi” a me stesso. Ma affidarsi ad altri fa parte del processo di crescita e toglie molta pressione».

Ci sono altre cose nella routine quotidiana che ti hanno colpito del tuo nuovo team?

«Piccole cose che però apprezzo molto. Ti faccio alcuni esempi: qui in ritiro la squadra ci fa portare le borracce in camera e noi atleti le laviamo per riutilizzarle il giorno dopo, oppure ci fanno pulire la bici nel giorno di riposo. Credo che questo dimostri come la squadra ci tenga a responsabilizzare noi atleti. Non siamo “numeri” ma parte integrante di un sistema e, perché il team renda al meglio, anche noi corridori dobbiamo aiutare lo staff a lavorare nel migliore dei modi».

Hai detto di pensare alle gare che verranno, il tuo programma è quindi definito.

«Sì, almeno per la prima parte di stagione. Inizierò all’UAE Tour, Strade Bianche e Tirreno/Adriatico: tre gare di altissimo profilo. Poi dopo la Tirreno con il team valuteremo a che punto sono per poi decidere come continuare».

Sei alla vigilia di una stagione importante, cosa porti con te di ciò che hai imparato e vissuto negli anni scorsi?

«Sicuramente l’esperienza allo Swatt Club mi ha fatto capire quanto sia importante un ambiente sereno e come fare le cose con passione aiuti anche la performance sportiva. Condensare in poche parole le esperienze e le emozioni vissute nella scorsa stagione non è possibile, sono state davvero tante: in corsa e fuori corsa. Mi porto nel cuore tutto quello che ho vissuto.  Poi, personalmente, cerco sempre di imparare da chiunque incontri. In particolare nel ciclismo, che è un mondo che ho “scoperto” solo da cinque anni. Qualsiasi consiglio che ho ricevuto lo porto con me nel mio bagaglio».

Nell’introduzione abbiamo scritto di obiettivi e sogni. Realizzato quello di diventare professionista, qual è il prossimo?

«Il sogno è quello di tutti i corridori italiani: partecipare al Giro d’Italia. Ma più in generale l’obiettivo è fare esperienza, farmi notare, dimostrare il mio valore in gare importanti. E penso proprio che il Team Picnic postNL sia il posto giusto per poter fare tutto questo».